Cinema, Nicole Kidman produttrice per il film “Rabbit Hole”

Pubblicato il 7 Settembre 2009 9:32 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2009 9:32

Nicole Kidman sul set di "Rabbit Hole"

Nicole Kidman donna in carriera, oltre che quotatissima attrice, veste ora anche i panni della produttrice. Con la sua società, Blossom Films, si è imbarcata in una avventura cinematografica lontana dai grandi fasti di Hollywood e finanziata con meno di 10 milioni di dollari. Il film si chiama “Rabbit Hole” e vede Nicole impegnata anche nei panni di protagonista, nel ruolo di una moglie che insieme al marito affronta la tragedia di perdere un figlio piccolo.

Il film, che è stato girato in 28 giorni, è tratto da un dramma teatrale di David Lindsay-Abaire vincitore del premio Pulitzer e avrebbe dovuto essere diretto da Sam Raimi, che ha poi rinunciato a causa di Spider-Man 4. Il testimone è passato quindi a John Cameron Mitchell, giovane regista di “Shortbus” che ha ora la possibilità di farsi valere. Anche così, la pellicola dovrebbe avere la possibilità di emergere in vari festival, per poi essere distribuita dalla Fox Searchlight nel 2010.

Si tratta di un progetto a cui la Kidman tiene molto, ed è stata lei stessa a scegliere il proprio coprotagonista, Aaron Eckhart. «Lei è la ragione per cui ho accettato. Se Nicole vuole lavorare con qualcuno, ci riesce», ha detto lui.

Per il giovane regista, oltre ad una prova molto importante nella sua carriera, ‘Rabbit Hole’ rappresenta una storia quasi autobiografica. John Mirchell, infatti, racconta di aver perso, all’età di 14 anni, il fratellino di 4 anni, malato di cuore. Un evento drammatico che, come racconta lo stesso Mirchell e come viene poi raccontato nel film: «Rovina una famiglia per sempre». «Nella mia – confessa John – stiamo ancora tentando di elaborare totalmente il lutto».

«La perdita e l’amore sembrano essere i temi che attraversano il mio lavoro», ha detto invece la bella Nicole. Ed effettivamente il film di cui è produttrice parla di «un matrimonio e del modo in cui due persone si fondono attraverso il dolore. Dolore che può allontanare ma anche unire».