Clan Spada, maxiprocesso ad Ostia: chiesto ergastolo per Romoletto e Roberto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2019 16:33 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2019 16:33
Clan Spada, maxiprocesso ad Ostia: chiesto ergastolo per Romoletto e Roberto

Carabinieri e polizia di Roma capitale durante lo sgombero in una abitazione della famiglia Spada (Ansa)

ROMA – Ventiquattro richieste di condanne tra cui tre ergastoli. E’ quanto sollecitato dalla Procura di Roma nel maxiprocesso a carico di capi e affiliati del clan Spada, gruppo criminale divenuto egemone nell’area del litorale romano e in particolare a Ostia. Nell’aula bunker di Rebibbia i pm della Dda, Mario Palazzi e Ilaria Calò, al termine di una requisitoria durata oltre tre ore, hanno chiesto l’ergastolo per Carmine Spada, detto Romoletto ritenuto uno dei capi del clan, per Roberto Spada, già condannato per la vicenda della testata ad un giornalista della Rai Daniele Pier Vincenzi, e per Ottavio Spada, detto Marco.

L’accusa ha sollecitato, inoltre, una condanna a 16 anni di carcere per Ottavio Spada, detto Maciste, a 11 per Nando De Silvio, detto Focanera e a 8 anni per Roberto Spada, detto Zibba (omonimo dell’altro per cui è stato invece chiesto l’ergastolo) mentre per Rubern Alvez del Puerto, coinvolto nella vicenda dell’aggressione al giornalista, è stata chiesta una condanna a 10 anni.

Il procedimento è legato agli arresti avvenuti il 25 gennaio del 2018 in cui la Procura contesta il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra i reati contestati, a seconda delle posizione, anche l’omicidio, estorsione e usura.

Per gli inquirenti il gruppo criminale si era, di fatto, “impossessato” di un pezzo di città. Un clan che, secondo l’accusa, ha messo in atto una vera e propria aggressione al territorio: “una associazione a delinquere – scriveva il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – che ha provocato un profondo degrado” nella zona di Ostia “consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi dei beni primari”. Una mafiosità che poggia la “sua potenza sull’organizzazione a base familistica e sulla ripartizione delle competenze”.

Agli arresti del gennaio dell’anno scorso si è arrivati anche grazie al contributo di quattro collaboratori di giustizia. Per chi indaga “Romoletto”, 52 anni, può contare su un curriculum criminale di primo livello con lontani contatti con componenti della Banda della Magliana. Il carcere a vita è stato chiesto anche per il numero due del clan, Roberto Spada, condannato a 6 anni in secondo grado per la testata inferta a favore di telecamera il 7 novembre del 2017. I due “capi” sono accusati, tra l’altro, di essere i mandanti del duplice omicidio Galleoni-Antonini avvenuto nel 2011. Un evento che per gli inquirenti rappresenta la svolta negli assetti criminali di Ostia con la “progressiva erosione del potere criminale dei Baficchio” e la “definitiva ascesa del clan Spada”. (Fonte Ansa).