Corea del Nord, sanità. Amputazioni senza anestesia e mercato nero dei medici

Pubblicato il 15 luglio 2010 12:34 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 12:34

Norma Kang Muico di Amnesty International Asia-Pacific

Un rapporto di Amnesty International descrive la situazione sanitaria nella Korea del Nord in termini drammatici, con chirurghi che a volte sono costretti ad effettuare amputazioni senza anestetici o dottori che visitano i pazienti a lume di candela in ospedali dove mancano la medicine, il riscaldamento e l’elettricità, a quanto riferisce l’Associatwed Press.

Il servizio sanitario statale è sempre più peggiorato nel corso degli anni, di pari passo con il peggioramento della situazione economica. Molti dei 24 milioni di birmani hanno problemi di salute causati da malnutrizione, come l’anemia e la tuberculosi, riferisce Amnesty.

”Il popolo della Corea del Nord soffre perchè è privato di un’adeguata assistenza sanitaria, una responsabilità che cade sul fallimento delle politiche governative”, afferma Amnesty.

Il rapporto è basato su interviste con 40 nordcoreani fuggiti dal Paese e rifugiatisi nella Corea del Sud, ed anche con colloqui con professionisti che vivono e lavorano nella Corea del Nord. Amnesty non ha però potuto avere diretto accesso in Nord Corea, uno dei Paesi più chiusi ai visitatori del mondo.

Scrive Amnesty che durante gli interventi chirurgici i pazienti, se sono fortunati vengono anestetizzati, ma a volte non sufficientemente da eliminare del tutto il dolore. ”Senza i farmaci essenziali gli ospedali nella Corea del Nord sono impossibilitati a compiere operazioni chirurgiche senza mettere a repentaglio la vita dei pazienti”.

Un nordcoreano ventiquattrenne della provincia nordorientale di Hamkyong rifugiatosi nella Corea del Sud ha raccontato ad Amnesty che un dottore ha amputatola sua gamba sinistra dal polpaccio in giù senza anestesia. ”Cinque infermieri mi hano tenuto fermo. Il dolore era talmente insopportabile che dopo aver a lungo urlato sono svenuto”.

Il governo di Pyongyang afferma che fornisce assistenza medica gratuita a tutti i suoi cittadini. Ma dalle intervista fatte Amnesty emerge che i pazienti devono ”pagare” i medici se vogliono essere curati. ”I nordcoreani sanno bene che è inutile andare in ospedale se non si hanno soldi”, ha dichiarato il rifugiato Surnamed Rhee, della provincia settentrionale di Hamkyong”. ”Chi non ha i soldi muore”, ha detto.