Crisi, editoria Usa/ Ore contate per il Boston Globe se i sindacati non accetteranno tagli per 20 milioni di dollari

Pubblicato il 3 maggio 2009 14:32 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2009 15:09

Nel giro di poche ore si saprà se anche il Boston Globe seguirà la sorte degli altri quotidiani statunitensi che hanno dovuto chiudere a causa della crisi economica che ha drasticamente ridotto entrate pubblicitarie e circolazione, a quanto riferisce il New York Post.

La New York Times Co., proprietaria del Globe, ha dato tempo ai sindacati del giornale fino alla mezzanotte di oggi per presentare un piano di tagli per l’ammontare di 20 milioni di dollari. In un primo tempo, la scadenza era stata fissata alla mezzanote di venerdi, ma è stata successivamente estesa di 48 ore. Frenetici negoziati sono in corso.

Se non sarà raggiunto un accordo nei tempi e nei modi fissati il Boston Globe cesserà le pubblicazioni.

Il Boston Globe, fondato nel 1872, ha visto nel 2008 la sua circolazione cadere da 382 mila a 350 mila copie. Le perdite dell’anno scorso hanno raggiunto i 50 milioni di dollari e le previsioni per quest’anno sono di 85 milioni.

Per la New York Times Co., anch’ essa in difficili condizioni finanziarie, l’acquisto del Boston Globe nel 1993 per 1,1 miliardi di dollari si è rivelato un pessimo affare. Secondo gli analisti di Wall Street il quotidiano non vale oggi più di 20 milioni di dollari.

Frattanto il New York Times, nel tentativo di aumentare la sua liquidità si accinge ad annunciare un aumento di prezzo di 50 centesimi. Una copia del giornale costerà 2 dollari, di contro a 1 dollaro e 50 centesimi attuali.

La circolazione del giornale, fondato nel 1851, è attualmente di 1.077 mila copie, un calo del 3,9 per cento registrato negli ultimi sei mesi.

Pessime notizie anche per il Washington Post, il principale quotidiano della capitale, che nel primo trimestre ha visto le sue entrate pubblicitarie precipitare del 33 per cento. Negli ultimi sei mesi la circolazione è scesa da un milione a 751 mila copie, un calo del 3,7 per cento rispetto al periodo precedente.

Le perdite sono ammontate a 19,2 milioni di dollari, a fronte di profitti per 38,8 milioni nello stesso periodo del 2008. L’editore del Washington Post è anche proprietario del settimanale Newsweek.