Cuore salvo. Arriva la retina ‘riassorbibile’ che riapre le coronarie

Riaprono le coronarie, ma senza lasciare nessuna traccia. Sono retine bio-assorbibili che possono salvare il cuore e non danno alcun fastidio.

A dare un’alternativa agli stent metallici di acciaio che invece restavano a vita è uno studio internazionale coordinato da Antonio Bartorelli, cardiologo interventista dell’università degli studi di Milano e del Centro cardiologico Monzino.

Le prime sperimentazioni sono partite nel 2006 in Europa, Australia e Nuova Zelanda. Da 30 pazienti a 1000 testati in qualche anno: «E’ una rivoluzione  in un settore dove ne avviene una ogni dieci anni circa. La prima angioplastica (il catetere con un palloncino che riapre la coronaria chiusa causa di infarto) a Zurigo nel 1977 (il paziente è ancora vivo e il suo cuore funziona bene). La seconda con l’avvento degli stent, nel 1980, che hanno risolto il problema della ristenosi (richiusura del vaso dopo l’angioplastica), che nel 2002 sono diventati medicati (a rilascio di farmaco nel vaso). La terza, ora, con lo stent che scompare», spiega Bartorelli al Corriere della Sera.

«Uno stent metallico medicato rilascia un farmaco che previene la proliferazione di tessuto che può dare una nuova stenosi, ma con il tempo c’è sempre un certo rischio di trombosi tardive a causa del corpo estraneo. Inoltre, nel caso si dovesse arrivare alla cardiochirurgia non è facile arrivare a ricostruire un vaso che contiene acciaio… ».

«Il razionale era arrivare a restaurare la normale integrità della parete arteriosa. Con il nuovo stent, abbiamo visto che la coronaria torna come prima, come quando era sana e non tenuta aperta da una gabbietta metallica dilatativa», aggiunge.

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