Divorziati e vedovi più a rischio di demenza senile. Lo dice uno studio svedese

Pubblicato il 10 Luglio 2009 10:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2009 10:58

Le persone che a partire dalla mezza età vivono da sole, per effetto di un divorzio o della morte del partner, e in più sono portatrici di un particolare difetto genetico, hanno un rischio più alto di sviluppare la demenza da anziane. A dirlo è uno studio svedese secondo cui il rischio riguarda gli individui che, prima dei 50 anni, si separano o perdono il partner dopo una lunga convivenza.

Questo fattore ambientale va unito al gene Apoe variante 4, il più importante fattore di rischio genetico dell’Alzheimer ad oggi noto. La demenza è una malattia che colpirà sempre più persone in un mondo che invecchia. Se nel 2005 i soggetti affetti erano complessivamente 25 milioni, potrebbero diventare 81 milioni nel 2040, secondo l’equipe del Karolinska Institute.

L’equipe, guidata dal Dr Krister Hakannson, dice che si tratta di risultati importanti per prevenire la demenza e i problemi cognitivi e che potrebbe essere opportuno per il sistema sanitario prevedere programmi speciali per chi rimane solo. «Vivere in coppia implica delle continue sfide a livello cognitivo e sociale che probabilmente hanno un effetto protettivo sulla mente», scrivono i ricercatori svedesi sul British Medical Journal online. Il collegamento con la variante genetica Apoe è anche importante, ma essendo stato provato in una sola popolazione, andrebbe verificato in uno studio più vasto.