Droghe: in Italia in un anno 70 mila “consumatori problematici” di eroina e cocaina in più, ma meno morti per overdose

Pubblicato il 30 Giugno 2009 18:08 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2009 18:08

Sono circa 385 mila i consumatori problematici di droga (9,8 soggetti ogni mille persone di età 15-64 anni) e in un anno sono aumentati di quasi 70 mila unità. Di questi, 210 mila usano eroina (205 mila nel 2007) e 172 mila cocaina (154 mila nel 2007).

Si conferma nel 2008 la tendenza all’aumento dei consumatori di droga bisognosi di cure e tornano a crescere i tossicodipendenti da eroina. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia.

Mentre, fortunatamente, cala il numero di morti per overdose: dai 589 decessi del 2007 si è passati ai 502 del 2008 (- 14,7%), cresce il numero di minori che entrano in carcere per reati connessi allo spaccio: in un anno, dal 2007 al 2008, sono aumentati del 38%. Secondo la Relazione annuale, gli accessi di minori alle strutture penitenziarie per reati commessi in violazione alla normativa sugli stupefacenti ammontano nel 2008 a 264. Sono quasi tutti maschi, età media 17 anni, e quasi uno su due è straniero. Per quanto riguarda la popolazione generale (15-64 anni), nel 2008 sono finite in carcere 30.528 persone tossicodipendenti (+25,3% sul 2007).

Intanto in Portogallo, il Paese che “vantava” il maggior numero di tossicodipendenti, è stata applicata una legge per la decriminalizzazione che sembra aver portato a numeri confortanti: in cinque anni, dal 2001 al 2006, l’uso di droghe considerate illegali è passato dal 14.1% al 10.6%. L’uso di eroina nella fascia tra 16 e 18 anni si è ridotto dal 2.5% all’1.8%. Infezioni con Hiv trasmesse tramite siringhe sono diminuite del 17%. Le morti collegate all’abuso di droghe si sono più che dimezzate. Il numero di persone in trattamento con metadone e buprenorfina ha raggiunto le 14.877 unità da 6.040 nel 2001.

Il processo di decriminalizzazione, da non confondere con quello della liberalizzazione, ha portato a un risparmio di 26 milioni di euro l’anno.  Fino al 2000 il Portogallo spendeva 100 milioni di euro l’anno per combattere l’abuso di droga. Di questi più del 26% veniva usato per compiti di polizia, processi e carceri, cioè per scovare e punire i tossicodipendenti.