Editoria. Mancati pagamenti, due giorni di sciopero per Epolis

Pubblicato il 15 luglio 2010 19:56 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 20:34

Il Cdr di Epolis, al termine dell’assemblea dei redattori, dà corso alla deliberazione dello scorso 1° luglio e proclama due giorni di sciopero (oggi e domani) ”per denunciare – si legge in una nota – l’ennesimo mancato pagamento degli stipendi e la violazione dei recenti accordi assunti dall’azienda con il Comitato di redazione”. Secondo il sindacato interno, ”i giornalisti di Epolis sono costretti ad assistere al quotidiano disfacimento di un’azienda dove non è più garantita, ormai da tempo, la regolare pubblicazione delle 19 edizioni, ridotte, nell’ultima settimana, a non più di nove.

Tale situazione di incertezza e precarietà si aggrava di giorno in giorno: spesso negli ultimi mesi i giornalisti sono stati costretti ad utilizzare mezzi di fortuna per lavorare, al punto che nelle redazione centrale neppure le pulizie dei servizi igienici sono più garantite”. ”Di fronte a questo quadro – prosegue il Cdr – che appare perlomeno della stessa gravita’ rispetto alla situazione di un anno fa, l’editore Alberto Rigotti e gli azionisti di riferimento Vincenzo Maria Greco e Vito Bonsignore, non hanno ormai da tempo dato piu’ nessun segnale sulle loro intenzioni riguardo al futuro del giornale. Ma la cosa che più preoccupa è che all’indomani del respingimento da parte del Tribunale civile di Cagliari della richiesta di omologa (ex art. 182 bis) dell’accordo con i creditori, la proprietà  si è  limitata ad annunciare un ricorso, senza dar seguito a un piano in grado di fronteggiare l’emergenza che riguarda, la stampa, la distribuzione e i pagamenti dei giornalisti e di tutti i dipendenti”.

FNSI ”Allarma non poco la situazione del gruppo editoriale E Polis. Il nuovo sciopero di due giorni, proclamato dai giornalisti per denunciare il mancato pagamento degli stipendi e l’inosservanza delle nuove scadenze concordate con l’azienda, e’ indice di una situazione sempre piu’ nebulosa e densa di criticita”. E’ quanto scrive la Federazione Nazionale della Stampa in una nota che ritiene ”intollerabile che le figure principali dell’azionariato, personaggi come il politico imprenditore Vito Bonsignore, l’immobiliarista Vincenzo Maria Greco e l’editore Alberto Rigotti non facciano sentire le loro reali assunzioni di responsabilita’ sul futuro dell’azienda e delle diciannove testate che stanno rischiando di diventare fantasma in diverse citta”’.

La Fnsi ricorda che ”già da giorni i giornali E Polis erano stampati solo in nove edizioni su diciannove, dopo la rinuncia degli stampatori a editarle, a causa di crediti vantati e non onorati da E Polis o per il mancato pagamento anticipato della carta necessaria. Il no all’omologa del piano di ristrutturazione dei debiti da parte del Tribunale di Cagliari, dieci giorni fa, era stato invece seguito da segnali di rassicurazione su una imminente sistemazione burocratica della pratica. E invece da allora solo silenzio”. Infine argomenta la Fnsi ”nessuno obbliga qualcuno a fare l’editore ma gli obblighi morali e sociali che gli appartengono non possono essere disattesi senza ragione. La Fnsi e’ solidale con i colleghi e ritiene improcrastinabile che, chiunque ne abbia titolo e dovere, concorra a fare chiarezza definitiva su una matassa intricata”.