Editoria, negli Usa fusione tra Daily Beast e Newsweek: il web salva il vecchio giornalismo

Pubblicato il 12 Novembre 2010 15:30 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2010 20:10

Tina Brown

Il web soccorre e salva una vecchia gloria del giornalismo Usa, da tempo in stato comatoso. E’ questo in sintesi il significato del matrimonio tra il Daily Beast, uno dei siti d’informazione più popolari d’America, nato appena due anni fa, e Newsweek, la rivista fondata nel lontano 1933, ma da tempo in crisi profonda.

Un accordo che ribadisce ancora una volta come i new media sul web siano ormai i veri protagonisti del panorama editoriale americano. Dall’intesa nasce un nuovo gruppo, la Newsweek Daily Beast Company, diretta dalla co-fondatrice e attuale direttore del Daily Beast, Tina Brown. ”Il fidanzamento è stato divertente, ma stabilire il patto pre-matrimoniale non è stato facilissimo”, ha ironizzato Brown, ex direttrice di Vanity Fair e del New Yorker, che si conferma una tra le donne più influenti d’America.

”Siamo riusciti a unire – aggiunge – l’approfondimento giornalistico del Newsweek e la favolosa versatilità che Daily Beast realizza sul web. Vogliamo riportare il Newsweek alla gloria del passato e fonderla con la nuova energia creativa del nostro sito” che, ricorda Brown con giustificato orgoglio, ” viene visitato da 5 milioni di persone al mese”.

L’accordo ha scatenato la fantasia dei blog. Slate. com, parafrasando la famosa fiaba, offre alla rivista il ruolo della ‘bella’ e titola: ‘Newsweek e la Bestia’. Il Daily News addirittura lancia un sondaggio sul suo sito, chiedendo ai lettori di scegliere il nuovo nome della rivista, tra ‘Newsbeast’ e ‘Tinaweek’.

Ma al di là del colore, l’intesa di oggi è stata il frutto di una lunga trattativa, durata mesi. Il Newsweek da tempo imbarcava perdite ingenti e spesso s’e’ trovato a un passo dalla chiusura. Ad agosto la prima svolta. La società editrice del Washington Post, proprietaria della testata, ha venduto la rivista a Sidney Harman, magnate novantunenne, al prezzo simbolico di un dollaro.

In questo modo, questo miliardario californiano, storico produttore di casse e impianti stereo, s’è fatto carico della montagna di debiti, circa 47 milioni di dollari, che gravavano su Newsweek, assicurando il posto alla maggior parte dei 350 impiegati che lavorano al giornale. E poco dopo sono cominciate le trattative con Tina Brown e la Iac, InterActiveCorp, l’azienda diretta da Barry Diller, che controlla il Daily Beast.

Ancora non sono stati resi noti i dettagli finanziari dell’operazione. Secondo le prime notizie si tratta di una joint venture alla pari, cioè 50 a 50. Tuttavia ancora non è chiaro quale sarà il costo occupazionale di questa ennesima fusione.