Elezioni europee: il giorno più nero della socialdemocrazia

Pubblicato il 8 Giugno 2009 13:45 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2009 13:45

Il giorno forse più nero per la socialdemocrazia europea. Perde Zapatero in Spagna il  Partito Socialista si ferma al 38,5 per cento, quasi quattro punti di distanza con i Popolari, per ritrovare uno scarto così ampio bisogna tornare alle elezioni generali del 2000.

In Francia i socialisti di Martine Aubry hanno raccolto solo il 16,8% ed escono distaccati di oltre 10 punti dal Movimento Popolare di Sarkozy.

In Germania, i socialdemocratici raggiungono il 20,8% ma vengono distaccati dal Partito Cristiano Democratico della Merkel, 30,7%. In Gran Bretagna il Labour è il terzo partito dopo i conservatori e i liberali. Socialdemocratici in calo anche in Portogallo e Austria, perfino battute d’arresto nei paesi scandinavi. Quando governano, i partiti socialisti vengono puniti, quando sono all’opposizione, non raccolgono il premio elettorale di questa collocazione.

Situazione diversa solo in Grecia, dove il movimento socialista del Pasok ha raggiunto il 36,2%, contro il 34% del partito della Nuova Democrazia, attualmente al governo.

Un risultato, quello greco, che non può certamente accontentare il capogruppo socialista uscente al Parlamento europeo, Martin Schulz. Con un messaggio ai militanti socialisti via video da Berlino, Schulz ha assicurato che i socialisti continueranno a «battersi per una democrazia sociale in Europa, nonostante la pesante sconfitta».