Facebook e i temi? Una miniera per studiare i “nativi digitali”

Pubblicato il 26 Giugno 2009 16:35 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2009 16:35

Per fortuna quest’anno ci risparmieremo la polemica sulla la distanza che separa la formazione scolastica e la vita vissuta dagli adolescenti. Merito della commissione ministeriale che prepara le tracce per la maturità e che quest’anno ha scelto temi attuali e di forte interesse per gli studenti.

Una di queste era la traccia dedicata ai social network. Il compito era un saggio breve o articolo di giornale da scrivere partendo da alcune riflessioni dei guru della rete: Castells, Benkler, de Kerckhove, Bajani, Goleman.

Com’era prevedibile, molti studenti hanno scelto questa traccia. Forse non era previsto dal Ministero, ma il fatto interessante è che adesso gli elaborati prodotti dagli studenti si potrebbero trasformare in un’occasione per verificare il giudizio degli “estranei digitali” (i professori) sulle esperienze quotidiane dei “nativi digitali”, e anche in un’occasione per avere ottimo materiale per una ricerca sociale.

Scrive sul suo blog il sociologo dell’informazione Giovanni Boccia Artieri:
“I nativi digitali scrivono e i ‘migranti’ o gli estranei del digitale (i ‘tardivi’) correggono. Forse, se va bene, alcuni di quelli che leggono le tracce sono gli “ibridi”, nati senza la rete ma che hanno imparato ad abitarla. Competenze diverse, dunque, per correggere un tema certamente difficile, perché parla di una mutazione palpabile, percepita ma ancora poco interpretata e vissuta”.

Riusciranno gli “estranei del digitale” a valutare i nativi? Il sociologo ha un consiglio per i docenti: “non leggete i temi pensandoli come commenti agli stimoli dati, come se dovessero parafrasare il pensiero altrui. […] Leggeteli allora con i loro occhi, leggeteli come “conversazioni dal basso” e misurate le loro idee e competenze, ma senza pregiudizi”.

E lancia anche una proposta al ministro Gelmini: “mi piacerebbe raccogliere e analizzare con piglio etnografico un campione di questi temi per interpretare come i nativi italiani pensano sé stessi nei social network, per come mettono in narrazione la Rete, per capire come pensano il mutamento e che consapevolezza critica hanno, ecc. E mi piacerebbe farlo assieme a molti dei colleghi che con me condividono il fatto di abitare questo pezzo di Rete e di occuparsi in Italia di social network. Lancio la sfida quindi al Ministro Mariastella Gelmini e al ministero della pubblica istruzione affinchè collabori a questa ricerca che potrebbe raccontarci un pezzo del futuro a venire”.