Fini, l’uomo di destra che non liscia il pelo alla “gente”

Pubblicato il 27 Agosto 2009 15:54 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2010 18:35

RO220709POL_0008Viola il primo e assoluto comandamento della politica italiana, religiosamente osservato a destra come a sinistra: lisciare il pelo alla “gente”. Gianfranco Fini non si fa obbligo di ripetere ciò che la gente pensa, la sua gente e non solo la sua. Ogni sondaggio d’opinione e chiacchiera da bar conferma che le leggi “vagamente razziste”,  precisa e arguta la sua definizione, sono a misura dell’umore nazionale: relativamente pochi fan, scarsi oppositori, amplissima  “zona grigia” cui quelle leggi non dispiacciono. Fini dice che è roba incivile e anche stupida. Va contro la gente.

E anche quando dice che dovrebbe essere il Parlamento e non il Vaticano a scrivere le leggi cosiddette “etiche”, Fini non si uniforma al comportamento reale della gente. Molta, la maggioranza della “gente” italiana non segue nella sua esistenza quotidiana i precetti “etici” cattolici, però la gente italica più o meno tutta accetta che sia la Chiesa a scrivere quelle leggi, lo accetta come un fatto naturale, come il fatto che d’estate faccia caldo e d’inverno freddo.

Perché lo fa? Dicono perchè spera nel dopo Berlusconi. Ma il dopo Berlusconi sarà un diluvio. Dicono pure che lo faccia perché ha perso speranza per il dopo Berlusconi. O perché la sua nuova compagna di vita lo ha trasformato…Dicono tante cose le analisi e i pettegolezzi, tranne l’unica vera: Fini lo fa perché è uno dei pochissimi che non ha dimenticato cos’è, cosa sarebbe la politica, che non ha abdicato. La politica è, sarebbe, costruire con la gente la migliore e più giusta possibile  vita collettiva. Con la gente e anche contro il senso comune che spesso del buon senso è nemico.

Quindi Fini pensa e dice e non fa solo eco. E dice cose di destra: ordine, regole, diritti e doveri. Ma una destra così in Italia è minoranza. La vera e vasta base sociale di Lega e Forza Italia ordine, regole, diritti e doveri li chiama e li sente come “comunismo”. Quel che resta di An ha venduto la sua “primogenitura” per un robustissimo piatto di lenticchie. Parla allora Fini alla gente di sinistra? Se qui qualcuno lo ascolta, si tratta di un’altra minoranza: la base sociale ristretta della sinistra riformista che invece è in gran parte composta di ceto impiegatizio conservatore. Fini è la destra come converrebbe all’Italia che la destra fosse e consola una sinistra che non riesce ad essere come sarebbe utile al paese. E’ un uomo e un politico “normale”, cioè nell’Italia di oggi un profeta.