FMI: ripresa economica Usa dal 2009

Pubblicato il 20 Giugno 2008 22:27 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2009 11:14

La crescita economica statunitense nel 2008 risulterà «sostanzialmente piatta, e una ripresa graduale intorno al 2% si avrà nel 2009». A sostenerlo è il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), al termine della missione negli Usa in vista della stesura dell’Article 4. Le prospettive economiche restano, comunque, «fortemente incerte» a causa della crisi dei mercati finanziario e immobiliare.

LA TENUTA AMERICANA – «Il rallentamento dell’attività negli Stati Uniti – secondo l’Fmi – è stato meno forte di quanto si temeva, e una ripresa potrebbe iniziare il prossimo anno. Considerando la severità dello shock che l’ha colpita, l’economia ha reagito abbastanza bene», grazie anche alla politica monetaria e al pacchetto di stimolo fiscale. Comunque, gli effetti positivi di queste misure sono stati «attenuati dalle crescenti tensioni sulle famiglie e sui conti delle banche, e ora – spiega il Fmi – anche dagli elevati prezzi delle commodity». «La natura inusuale della crisi in atto sui mercati finanziari e immobiliari lascia l’outlook fortemente incerto. Una rapida ripresa è chiaramente possibile, visti gli stimoli concessi e la risposta proattiva dei mercati finanziari a mettere in ordine i bilanci. Comunque – osserva il Fondo -, l’economia si trova a fronteggiare shock senza precedenti e c’è la preoccupante possibilità che l’indebolimento dell’attività possa alimentare ulteriori perdite per le banche, generando un prolungato rallentamento».

LA CRISI DEI MUTUI – Per l’Fmi, la crisi dei mutui subprime e il collasso di Bear Stearns hanno portato alla luce alcune lacune normative e le difficoltà di coordinamento fra le varie autorità, ma il progetto di riforma presentato dal Tesoro «pone le basi per una riforma complessiva e una semplificazione del sistema regolatorio». Le nuove norme, secondo il suggerimento dell’Fmi, dovrebbero prevedere maggiori poteri alla Fed. La crisi ha infati evidenziato «una mancanza di supervisione» nel settore dei mutui e «difficoltà di coordinamento fra i regolatori federali e statali, oltre a una scarsa tutela dei consumatori», spiega il Fmi, suggerendo una «regolamentazione e una supervisione più stringente sulle banche d’investimento da parte di un’unica autorità, possibilmente la Fed e una supervisione attenta delle condizioni di liquidità.