Forme di parmigiano reggiano in cambio di prestiti dalla banca. Il Credito Emiliano e i caseifici tentano di aggirare la crisi economica

Pubblicato il 13 Agosto 2009 11:03 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2009 11:03

In tempi di crisi si fa di tutto per non crollare nell’oblio, si torna anche al baratto. Non deve stupire, allora, se il Credito Emiliano, storico istituto degli allevatori, pur di mandare avanti l’economia ha deciso di accettare dai suoi clienti come pegno in cambio dei mutui erogati, nientemeno che forme del prezioso parmigiano reggiano.

E per mettere da parte tutti questi pegni la banca ha costruito tra Modena e Reggio Emilia due enormi depositi blindati dove sono custodite ben 440 mila forme di formaggio per i 24 mesi della stagionatura. Il tutto per un valore totale di 132 milioni di euro.

L’offerta del Credito Emiliano è semplice: la banca si fa carico della stagionatura dei formaggi per due anni e nello stesso periodo garantisce alle aziende un prestito con uno spread tra lo 0,75 per cento e il 2 per cento sull’Euribor.

Così in quei due anni i caseifici possono usare i soldi del prestito per tenere attivo il bilancio e finita l’attesa tornano in banca a riprendersi le loro belle forme di parmigiano ormai pronte per essere vendute.

In caso di morosità (evento peraltro rarissimo in queste transazioni) sarà la banca a vendere direttamente le forme di parmigiano, riducendo al minimo il suo rischio di credito.