Forze speciali inglesi addestreranno le truppe di Gheddafi

Pubblicato il 13 Settembre 2009 13:09 | Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2009 13:09

gheddafi4Hanno combattuto i terroristi dell’Ira con tutte le risorse possibili e oggi si trovano ad addestrare i soldati del Paese che a quei terroristi ha fornito mitragliatrici, missili e il Semtex, l’esplosivo che ha ucciso 2.500 persone nei trent’anni di conflitto in Irlanda del Nord.

«Disgustati» dall’incarico, i membri dei Sas, l’élite dell’esercito di Sua Maestà, da ieri sono diventati la nuova spina nel fianco di Gordon Brown nell’affaire Libia. Le rivelazioni di alcuni di loro al Daily Telegraph – «c’è un gruppo del nostro reggimento che da sei mesi prepara militarmente i colleghi libici» – è solo l’ultima fonte di imbarazzo per il primo ministro inglese, un altro groviglio da sciogliere nella matassa che da settimane costringe il governo di Londra sulla difensiva, nel tentativo di dimostrare che non ci siano interessi economici o un vero e proprio accordo dietro al rilascio del terrorista libico Abdelbaset al Megrahi, unico condannato per l’attentato di Lockerbie.

«Ai Sas è stato affidato un compito moralmente sbagliato», dice un ex testa di cuoio. In effetti la nuova missione è stata accolta con sconcerto dai corpi speciali, sempre più convinti che ci sia un legame tra il loro impegno coi libici e la liberazione di Megrahi da parte del governo scozzese, motivata ufficialmente da ragioni umanitarie (un cancro alla prostata).

Sospetti peraltro indirettamente confermati anche da fonti interne al ministero della Difesa, secondo cui l’accordo per l’addestramento dei soldati di Gheddafi deve aver avuto l’approvazione dei vertici politici. Un macigno destinato a far infuriare i parenti delle vittime delle stragi dell’Irish Republican Army, che proprio nei giorni scorsi avevano strappato al premier Brown la promessa di impegnarsi per sostenere le cause di risarcimento ai danni di Tripoli.

Il caso Libia è diventato materia sempre più scottante per Downing Street, che da giorni è costretta a inseguire le imbarazzanti rivelazioni su una probabile intesa Londra-Tripoli, la prova che non erano umanitarie ma economiche le ragioni che hanno portato alla liberazione di Megrahi.

Intanto Washington guarda con diffidenza a Londra. I 270 morti di Lockerbie (189 americani) bruciano. E il sospetto che Megrahi sia stato liberato per interessi economici rischia di rovinare i rapporti «speciali» tra i due Paesi.