Francia, allarme per un farmaco anti-diabete: “Ha ucciso 500 persone in 30 anni”

di Giulia Cerasi*
Pubblicato il 17 Novembre 2010 11:55 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 15:41

Avrebbe dovuto tenere sotto controllo il diabete e diminuire l’appetito, invece sarebbe la causa della morte di 500 persone in 33 anni. Cresce in Francia l’allarme per il Mediator, un farmaco per diabetici, utilizzato anche come “antifame” nelle diete, che secondo uno studio della Sicurezza Sociale causerebbe disfunzioni nelle valvole cardiache dei pazienti, provocandone anche la morte.

Secondo l’indagine, pubblicata dal quotidiano francese Le Figaro e ripresa dallo spagnolo El Paìs, tra il 1976 e il 2009 sarebbero oltre 500 i pazienti morti dopo la somministrazione del Mediator, commercializzato dai laboratori Sevrier (secondo gruppo farmaceutico francese dopo Sanofi-Aventis), e oltre 3500 sarebbero stati ricoverati in ospedale per lesioni alle valvole cardiache.

L’Agenzia francese per la sorveglianza del farmaco (Afssaps) ha invitato tutte le persone che hanno preso il farmaco per più di 3 mesi a farsi visitare dal proprio medico e, contestualmente, nelle prossime ore potrebbe annunciare controlli cardiaci a tappeto da parte dei medici generalisti per quei pazienti che hanno utilizzato il farmaco.

Commercializzato in Francia tra il 1975 e il 2009, prima di essere vietato nel novembre di quell’anno, in Italia e Spagna il Mediator era stato ritirato dal mercato sin dal 2005.

A far scattare l’allarme fu, nel 2007, la pneumologa Irène Franchon, che dopo aver constatato alcune stranezze nei pazienti a cui prescriveva il Mediator si è rivolta all’Agenzia Francese per la Sicurezza Sanitaria. Ma la sua denuncia fu ascoltata solo due anni più tardi, nel novembre del 2009. “Non mi hanno creduto – ha dichiarato Franchon al quotidiano Le Parisien – . Senza noi medici che abbiamo ne denunciato la pericolosità, questo farmaco sarebbe ancora in vendita”.

Sui ritardi nella proibizione del Mediator da parte dell’amministrazione francese si è interrogato anche il cardiologo e deputato socialista Gérard Bapt : “Ho l’impressione che alcuni esperti che lavorano all’Afssaps siano troppo vicini ai laboratori Sevrier” ha accusato dal quotidiano Le Parisien.

*Scuola di Giornalismo Luiss