Gasparri: unità, chiarezza, no regali al parolaio Renzi, 3 punti per la destra

Pubblicato il 3 Giugno 2015 6:29 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2015 20:52
Gasparri: unità, chiarezza, no regali al parolaio Renzi, 3 punti per la destra

Maurizio Gasparri: unità, chiarezza, niente regali al parolaio Renzi, 3 punti per la destra

ROMA – Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, ha trovato conferma della sua linea per un centro destra unito nei risultati delle elezioni regionali del 31 maggio 2015:

1. “Qualche luce e molte ombre in un risultato che spinge all’impegno e alla coesione del centrodestra. Falliti nella sostanza tutti gli esperimenti scissionisti, il ritorno al passato non paga per nessuno. I buoni risultati della Lega non sono risolutivi. Se alcuni calano, altri salgono. Ma le somme non migliorano”.

2. “Per battere la sinistra, che vede ridimensionato l’effetto Renzi servono unità, chiarezza di argomenti. Troppo lisci si perde, troppo frizzanti non si vince. Ci sarà da lavorare, con gente seria, gente di esperienza e energie nuove, ma senza improvvisazioni o colpi di teatro tipo Spacca, rigettato dagli elettori. Noi, abituati all’impegno, insisteremo, mettendo il centrodestra davanti alla necessaria unità. Chi non ha fatto nulla o quelli che si sopravvalutano si possono anche accomodare. Le elezioni politiche non sono domani mattina. Il lavoro deve iniziare subito, ma nessuno si illuda di avere soluzioni magiche o immediate. L’improvvisazione sarebbe il peggiore dei rimedi”.

3. “Calma e sangue freddo. Non ci sono elezioni politiche domani mattina. Bisogna ovviamente lavorare per l’unità del centrodestra, ma intanto partiamo rilanciando l’iniziativa di Forza Italia. Niente regali al parolaio Renzi, che sbatte il grugno sulle difficoltà interne e internazionali. La sinistra Pd lo incalza, l’Europa lo tratta da valletto escludendolo dai tavoli che contano e non muovendo un dito su Libia e clandestini. Su fisco, scuola, pensioni, immigrazione dobbiamo rendergli la vita impossibile. Forza Italia guardi sui territori a chi ci ha messo la faccia e ha preso i voti anche in situazioni difficili come Liguria, Veneto, Puglia. La lettura del voto, anche interna, è facile. Chi fa solo chiacchiere a casa, chi sta sul territorio sia ascoltato, chi ha perso fermo un giro a riflettere. Sulle riforme niente sconti a Renzi poi. Vuole parlare? Butti nel cestino la legge elettorale. Perfino Quagliariello si è accorto che fa schifo”.