Genova/ Morto don Baget Bozzo: una vita tra il cardinal Siri, Craxi e Berlusconi

Pubblicato il 8 Maggio 2009 11:03 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2009 13:42

A 84 anni, nella notte è morto nella sua casa genovese don Gianni Baget Bozzo, uno dei sacerdoti-politici più conosciuti, impegnato tra la Chiesa e la politica. Era stato dal 1994 uno dei consiglieri più stretti del cavalier Silvio Berlusconi, fino ad essere considerato uno degli ideologi di Forza Italia. In precedenza era stato un fedele seguace di Bettino Craxi che lo fece anche eleggere nell’Europarlamento negli anni Ottanta.

Fattosi prete in età matura, dopo gli studi e la Resistenza (era stato una coraggiosa staffetta partigiana) aveva incominciato nella Dc di don Sturzo e faceva parte del gruppo di giovani che lavoravano con Paolo Emilio Taviani, da cui dissentì presto. Con i voti divenne, invece, una delle colonne della Curia genovese di Giuseppe Siri e ne teorizzò tutta la teologia tradizionalista.

Direttore di Renovatio, la rivista di quella Curia, si dedicò agli studi e all’elaborazione storico filosofica. Poi la folgorazione per il socialismo riformista e la passione per Craxi che gli costò le censure formali del cardinal Siri. Baget Bozzo è stato un impegnato giornalista editorialista, passato da Repubblica, al Giornale, al Secolo XIX e a molti altri giornali in un’attività quotidiana fino agli ultimi giorni. Ancora recentemente aveva preso posizione sul caso di Veronica Lario, accusando la moglie di Berlusconi di non averlo amato abbastanza.

Negli ultimi anni la sua attività pubblicistica aveva superato quella politica che seguiva oramai da lontano. Restando sempre  fedele a Berlusconi.