Gioco d’azzardo/ Poker online puntate per due miliardi di euro nel 2009

di Pasqualino Bartolomeo*
Pubblicato il 3 Giugno 2009 16:22 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2009 16:22

Italiani popolo di poeti, navigatori e “biscazzieri”. Se la crisi incalza, settori come il poker on line fanno registrare cifre da favola: dall’inizio dell’anno sono quasi 855 milioni di euro quelli giocati nel Belpaese sui siti autorizzati dai Monopoli di Stato. E per tutto l’anno si prevede una spesa di 2 miliardi, la stessa somma dei regali di Natale 2008.

Lo testimoniano i dati di Agipronews, l’agenzia di stampa specializzata nel settore dei giochi, riportati in un focus pubblicato sul “Corriere della Sera” dal quale emerge una rivoluzione nelle abitudini degli scommettitori.

Due i fattori che hanno favorito la diffusione del fenomeno: la legalizzazione di molti siti e, soprattutto, l’esplosione del fenomeno Texas Hold’em (il poker americano ormai onnipresente sulle reti televisive in chiaro e pay per view), per il quale solo nell’ultimo anno sono sorte qualcosa come 200 sale dedicate in tutta Italia.

Da vizio da nascondere, oggi la passione per il poker è dunque un comune passatempo e un argomento di conversazione, non solo  con gli amici. Anzi, l’abilità con fanti, donne e re una diviene una virtù da curriculum. E per alcune aziende che si occupano di orientamento post laurea può costituire addirittura un asso nella manica per trovare lavoro, come spiega Giuseppe Circosta della Cesop Communication al “Corriere”. Cimentarsi con tris, scale e full “aumenta le doti di concentrazione, di valutazione dei rischi e di capire gli avversari”. Qualità utilissime nel mondo dell’occupazione. Tranne che nel caso in cui si tratti di affidare i propri risparmi a chi del gioco abbia fatto una ragione di vita.

Non solo: persino la pausa pranzo per molti non è più quella di una volta. Dalle 13 alle 14,30 tutti in ufficio: il tramezzino e il caffè si consumano di fronte al computer, connessi sui vari “Poker stars” o “Everest Poker”, visitati da giocatori di tutta Europa che si cimentano in tornei e “sit and go” gratuiti (i cosiddetti freeroll) o  pagamento (head’s up se fra due giocatori, multi table in caso di migliaia di iscritti).

Qualcuno con il poker cerca anche di sbarcare il lunario: sono sempre più i casi di chi comincia per gioco e poi diventa un professionista. Come il romano Cristiano Bianco, 28 anni, che ha abbandonato gli studi da avvocato vincendo 380mila euro ai campionati europei di Dortmund.

Visto il successo, anche lo Stato tenta la fortuna. Intanto infila tasse sulle giocate, incassando nel 2009 circa 600 milioni di euro, pari al 3 per cento del totale. Inoltre, è al vaglio un decreto del Viminale per tenere sotto controllo i tornei dal vivo di Texas Hold’em. L’obiettivo è dettare regole certe, quali un tetto massimo di 30 euro per iscrizione alle gare locali e 100 per le competizioni nazionali, la possibilità di un’unica posta d’ingresso e il divieto di organizzare più di una sfida nella stesso giorno e nello stesso luogo.

*Scuola superiore Giornalismo Luiss