Giorgio Merlo ribalta la visione berlusconiana del servizio pubblico: “Se la Rai non attacca il governo e l’opposizione vuol dire che sta coprendo le notizie”

Pubblicato il 13 Agosto 2009 16:42 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2009 17:24

«Il premier, parlando di informazione e di Rai, dice semplicemente una cosa sbagliata e, al contempo, inquietante». È il commento di Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della commissione di Vigilanza, alle affermazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla necessità che il servizio pubblico non attacchi né il governo né l’opposizione.

«I quotidiani, rispondono a gruppi privati – dice Merlo in una nota – che coltivano interessi ed obiettivi del tutto particolari e di parte sotto gli occhi di tutti. Altra cosa, radicalmente diversa, è il servizio pubblico radiotelevisivo. Il servizio pubblico non può permettersi il lusso di non attaccare il governo e l’opposizione perché questo significa nascondere le notizie e deformare la realtà. I giornali lo possono fare, e di fatto molte volte lo fanno».

«Il servizio pubblico semplicemente non lo può e non lo deve fare. Se così facesse, e purtroppo a volte ci stiamo avvicinando, il servizio pubblico – conclude l’esponente del Pd – non sarebbe altro che il prolungamento di alcuni gruppi privati che hanno obiettivi politici ed editoriali non compatibili con le regole e i principi che disciplinano un’azienda come la Rai».