Giornalismo partecipativo, blog di Gennaro Carotenuto, lancia il grido: “Barbara Palombelli alla direzione del TG3? Aiuto, aiuto, aiuto!”

Pubblicato il 5 Luglio 2009 20:15 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2009 20:19

Secondo il blog “Giornalismo partecipativo” di Gennaro Carotenuto potrebbe scatenarsi un duello tra due prime donne della sinistra italiana, Barbara Palombelli e Bianca Berlinguer. Premio del duello, la direzione del Tg 3, attualmente affidata a Antonio Di Bella, che già si sapeva sarebbe stato sostituito. Tutte le indicazioni puntavano sulla Berlinguer.

Ma ora il post di Carotenuto riapre il mulino a vento delle voci. “Barbara Palombelli alla direzione del TG3? Aiuto, aiuto, aiuto!” è il titolo del post, che così prosegue:

“Gola profonda Marco Castoro, caporedattore di “Italia Oggi”, che dispone di una o più fonti interne alle alte sfere della RAI, dalle quali a orologeria pubblica appetibili ed eterodirette rivelazioni, ci fa sobbalzare”.

Prosegue: “La consorte di Francesco Rutelli, che nonostante venga respinto in qualunque elezione da tempo immemorabile aumenta sempre il proprio potere di inciucio, riuscirebbe infatti a imporre la moglie Barbara Palombelli alla direzione del TG3. Questa, dagli insondabili meriti professionali (qui un evergreen), brucerebbe le aspirazioni di una fior di professionista come Bianca Berlinguer”.

Due considerazioni.

La prima è che la nomina della moglie di Rutelli potrebbe avere un effetto dirompente negli equilibri del Pd: Rutelli rappresenta la componente ex Margherita, Berlinguer è cvomunista puro sangue. Se l’idea della Palombelli nasce in campo berlusconiano, chi l’ha pensata merita un segno di ammirazione.

La seconda considerazione è che come dinastie anche la sinistra non scherza. I tre personaggi citati in questa notizia sono tutti e tre o figlio o moglie, Moglie la Palombelli, come già detto, di Francesco Rutelli; figlia la Enrico Berlinguer, di uno dei segretari del psrtito comunista dei tempi gloriosi; figlio Franco Di Bella, anche se degenere: il padre è stato uno dei più grandi giornalisti italiani, direttore  del Corriere della Sera negli anni settanta, travolto dalla vicenda della P2. Tutt’altro che di sinistra, non aveva mai gradito le scelte politiche del figlio.