Giovani e Alcool/ Consumo sempre in aumento, coinvolti un milione e mezzo di ragazzi. Sempre più a rischio le donne. Un’ambulanza su due per un minorenne ubriaco. Le regioni più esposte

Pubblicato il 27 Luglio 2009 22:38 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2009 22:38

alcoliciFa riflettere la vicenda di Villardora, nel torinese, dove quattro ragazzini di 15 e 16 anni facevano razzia di alcolici tutte le notti, depredando il bar di un centro sportivo per poi andare a ubriacarsi. E, ancora una volta, ad essere chiamato in causa è il rapporto tra ragazzi ed alcool, che preoccupa non solo le famiglie ma anche gli amministratori pubblici e i legislatori.

In questi giorni è un proliferare di ordinanze e divieti di somministrazione e di vendita ai minorenni, come quella di Milano, su cui, però,  non tutti sono d’accordo.

Ma quanti sono i giovani che conducono uno stile di consumo alcolico dannoso e rischioso? Secondo stime dell’Istituto Superiore di Sanità, sono almeno un milione e mezzo quelli di età compresa fra 11 e 24 anni, e, e questa è una novità, ad essere più esposte sono soprattutto le ragazze.

Proprio tra le femmine infatti, secondo una ricerca della Doxa per conto dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcool, prende sempre più piede il “binge drinking”, cioè l’abbuffata di alcol che consiste in almeno cinque bicchieri, fuori dai pasti e nell’arco di un paio d’ore.

Fenomeno che, comunque, vede il gentil sesso ancora minoritario rispetto ai maschietti: il 6,1% delle ragazze contro il 14,6% dei ragazzi. Secondo l’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Iss, tra gli 11 ed i 18 anni sono a rischio il 22,4% dei ragazzi e il 13% delle ragazze.

Le regioni più a rischio sono Piemonte, Trentino Alto Adige  per quanto riguarda i maschi,  Veneto e  ancora Trentino, per quanto riguarda le donne.

In crescita anche i giovani che richiedono aiuto a specifici servizi pubblici: nel 2005 i minori di 20 anni alcoldipendenti rappresentavano lo 0,7% degli utenti dei Servizi pubblici per le dipendenze (Sert), in aumento rispetto allo 0,5% del 2003.

La tendenza sempre più forte dei giovanissimi ad abusare di bevande alcoliche è testimoniata anche dai numeri delle chiamate che il 118 riceve nei fine settimana: circa la metà è una richiesta di aiuto per soccorrere un ragazzino che si è ubriacato.

E le conseguenze per il minore possono essere devastanti: secondo il farmacologo Michele Garruba, presidente del Comitato scientifico dell’assessorato alla salute del Comune di Milano,«tra tutte le droghe, l’alcool è quella che provoca il più alto livello di violenza contro se stessi e contro gli altri» e i sintomi«sono più gravi se sono i giovani ad abusarne: soprattutto nei ragazzi il pericolo di dipendenza e di abuso è maggiore quanto prima si comincia a farne uso inappropriato».