Golfo di Napoli/ Un’inchiesta racconta la giornata della Capitaneria di porto impegnata a pattugliare uno dei tratti di mare più trafficati al mondo

Pubblicato il 10 Agosto 2009 17:44 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2009 17:56

Un' immagine del Golfo di Napoli

Un giornalista de “Il Mattino” è salito a bordo di una delle motovedette della Guardia di finanza che operano nel Golfo di Napoli per seguire le operazioni che la Capitaneria fa tutti i giorni, in quello che dopo Hong Kong è il golfo più trafficato al mondo.

La motovedetta è comandata da Francesco Cammarota, capo reparto operativo della direzione marittima della Campania. L’ufficiale ammette di dover affrontare una vera e propria battaglia quotidiana contro l’esercito dei diportisti che invadono Napoli, la penisola sorrentina e le isole. Le funzioni del Corpo sono: la ricerca e il soccorso, il controllo e la sicurezza della navigazione, la tutela dell’ambiente e la repressione della pesca illegale.

Il Golfo di Napoli ha troppi vacanzieri che tutti i giorni, specialmente in questo periodo invadono le vie del mare: i reati che più vengono compiuti sono quelli di origine ambientale, gli ormeggi abusivi e la navigazione sottocosta. Sono le imbarcazioni più piccole a rischiare più di tutte in questo pezzo di mare, come successo circa dieci giorni fa vicino Capri.

Il Golfo è pieno di contrasti, ricco com’è di riserve naturali, imbarcazioni in fila cariche di napoletani, e pezzi di mare letteralmente inondati da rifiuti.

Il capo operativo Cammarota racconta la violazione continua fatta ai danni dei parchi e delle riserve. Il parco della Gaiola viene violato continuamente: «Nonostante il pattugliamento della zona non sono infrequenti i trasgressori che, per ignoranza o inciviltà, vìolano l’area proibita. La normativa insufficiente non ci aiuta, dovrebbero essere introdotte e applicate regole più ferree, che possano meglio disciplinare il traffico e le rotte. In questa situazione, il nostro lavoro diventa assai impegnativo e ci tiene mobilitati per arginare gli abusi e i pericoli».

Non va meglio alla riserva del Regno di Nettuno tra Vivara e Ischia, con le imbarcazioni ferme a ridosso delle boe. A difesa della fauna e della flora marina, ci sono nuovi ferrei controlli alle imbarcazioni, con il coordinamento creato in prefettura e il supporto di gommoni messi a disposizione dalla Protezione civile della Provincia.