Governo: scusino ce la fate per il 28 giugno (Europa)? Dipende da Friuli e Molise…

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 aprile 2018 9:57 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2018 9:57
Governo: scusino ce la fate per il 28 giugno (Europa)? Dipende da Friuli e Molise...

Governo: scusino ce la fate per il 28 giugno (Europa)? Dipende da Friuli e Molise…

ROMA – Governo, il governo da fare, il governo figlio delle elezioni del 4 marzo.

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A un mese esatto dal voto degli italiani cominciano le consultazioni al Quirinale e la convinzione più autorevolmente diffusa è che Sergio Mattarella presidente della Repubblica dopo il primo giro di colloqui (e forse anche dopo il secondo) con tutti i partiti l’incarico formale di provare a formare il nuovo governo lo darà…a nessuno.

Anzi la convinzione più autorevolmente diffusa è che per come stanno le cose a un mese dal voto l’incarico di governo, qui e subito, non lo vorrebbe…nessuno. Perché oggi sarebbe un incarico a…fallire. Fallire e passare la mano. Chi prendesse oggi l’incarico non avrebbe maggioranze e alleanze tali da sostenere e far vivere un governo. Quindi si prende tempo, si spera nel tempo, si lavora di tempo.

Ma come? Non c’era un vincitore chiaro, anzi due, delle elezioni del 4 marzo? Sì, certo. E anche no. Il vincitore chiaro è M5S se vincitore è chi arriva primo nella conta dei voti raccolti. Ma se vincitore è chi ottiene i voti sufficienti per una maggioranza parlamentare allora M5S non ha vinto. E lo stesso vale per il Destra-Centro a guida Matteo Salvini. Al Destra Centro mancano una cinquantina di voti alla Camera, non proprio un’inezia. A Luigi Di Maio premier di voti alla Camera ne mancano una novantina.

E allora? Allora dovrebbero allearsi. Tra loro, tra parti di loro, con qualcun altro. Ma un po’ non possono e un po’ non sanno. L’intero sistema politico italiano, compresi se non soprattutto i nuovissimi Lega-Salvini/M5S Di Maio, si è specializzato in una sola e monocorde attività: fare eternamente campagna elettorale. Quando dalla campagna elettorale si passa a quella del governare, l’intero sistema cigola, arranca, esita, soffre perfino. Perché ormai con regolarità opinione pubblica, elettorato e comunicazione giocano a colpire, demolire, punire ogni attività di governo in quanto tale. E simmetricamente a premiare le campagne elettorali e non anti governo. E’ la conseguenza ovvia di un sistema culturale in cui il cittadino si sente soggetto di diritti che non conoscono compatibilità e che quindi nessun governo può soddisfare. Diritti che possono essere solo esaltati e riscaldati da una eterna campagna elettorale.

Quindi, coerentemente, il sistema politico italiano (in questo caso i due vincitori M5S e Lega) di fronte alla questione governo fanno…campagna elettorale. Salvini per la Lega ha fatto pubblicamente sapere che le elezioni in in Friuli (29 aprile) faranno la Lega e lui stesso più forti che il 4 di marzo. E quindi aspettare il Friuli e poi pesare di più. Simmetricamente anche se con meno clamore M5S calcola che le elezioni che arrivano in Molise faranno M5S e Di Maio più forti. E quindi aspettare il Molise e poi pesare di più.

Una sola domanda: scusino, ce la fate a farlo un governo per il 28/29 di giugno? In quei due giorni ci sarebbe un vertice dell’Unione Europea che proverà a decidere del diritto d’asilo sì, no, come. Cioè proverà a decidere di una metà abbondante del dramma migranti che sta torcendo i connotati sociali, civili e politici dell’Europa. C’è pure caso che il 28 e 29 giugno decidano qualcosa sul diritto d’asilo.

E sempre il 28 e 29 di giugno in quel vertice proveranno a decidere su quanto deficit ciascun paese nella Ue, in relazione a quanto debito e se e quale Fiscal Compact debba esserci o sopravvivere. Insomma proveranno a decidere quel che un governo europeo concretamente può fare o non fare dopo che Bce avrà smesso di comprare titoli di Stato come fossero acqua fresca dal rubinetto. Proveranno a decidere quel che può fare o non fare Macron, Merkel, chiunque. Compresi Salvini o Di Maio qualora fossero premier o chi per loro votato da loro. C’è pure caso che decidano qualcosa il 28 e il 29 giugno. Quindi scusino vincitori delle elezioni del 4 di marzo, ce la fate a fare un governo per il 28/29 di giugno che vada e ci sia dove si decide? O ci fate una bella campagna d’opinione estiva sui limiti, errori e nequizie dell’Europa?