Gran Bretagna: vietati i tacchi in ufficio. Troppo sexy e pericolosi. Si dovrebbero vedere solo a Hollywood e nelle passerelle

Pubblicato il 6 Agosto 2009 - 15:01 OLTRE 6 MESI FA

Tacchi alti vietati in ufficio. Così sentenzia in Gran Bretagna il Trade Union Congress britannico, organo di collegamento fra i vari sindacati, a larga maggioranza maschile. I tacchi sono troppo sexy e mettono a rischio la salute e la sicurezza di chi trascorre le proprie giornate su 9 o anche 12 cm. Non sarà che i componenti del Tuc sono dei nani malefici? O forse temono che i colleghi del sesso forte possano distrarsi eccessivamente? Neanche a Brunetta sarebbe venuta in mente una trovata del genere.

Non è tutto qui. Il tacco viene, infatti, considerato perfino “degradante” per le donne. Al lavoro, qualunque esso sia, sottolineano i sindacalisti, le donne dovrebbero indossare scarpe comode, non più alte di 2 centimetri e mezzo, per evitare storte e traumi e danni a lungo termine a piedi e schiena. E quale biancheria intima? Quali collant? O forse anche quelli sono eccessivi e bisognerà indossare calzini bianchi di spugna?

Come se non bastasse, dai simpatici componenti del Tuc arriva un’altra provocazione: scarpe simili si dovrebbero vedere solo sulle passerelle o a Hollywood e invece molte donne si sentono costrette a vacillare in giro sui loro “trampoli” per svolgere lavori di prestigio e occupare posizioni di potere.

«È assolutamente ridicolo – commenta Michelle Dewberry, vincitrice del reality “Apprentice” nel 2006, poi donna d’affari e volto noto della tv britannica – Questi sindacalisti dovrebbero spendere il loro tempo occupandosi di questioni più importanti. Io vado in ufficio con tacchi di 12 cm e sono perfettamente in grado di svolgere il mio lavoro. Non riesco a immaginarmi poi questi signori discutere una mozione su quanto stretto dovrebbe essere il nodo delle loro cravatte. Portare i tacchi è una scelta personale», insiste.