“I cento giorni di un uomo tranquillo”. Obama visto da Vittorio Zucconi su Repubblica

Pubblicato il 30 Aprile 2009 17:19 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2009 17:19

Dopo la scadenza tutta mediatica dei “primi cento giorni”, i problemi dell’America e del mondo sono ancora tutti lì, ma il nuovo capo della Casa Bianca riesce a dare l’impressione di poter trovare una soluzione ragionevole a tutto, a mantenere alta la sua popolarità e a segnare una discontinuità rispetto alla precedente amministrazione Bush, tutta intenta a suonare gli allarmi e cavalcare le paure ogni volta che se ne presentava l’occasione.

I primi (cento) passi di Barack Obama nell’analisi di Vittorio Zucconi su Repubblica che Blitz vi segnala come articolo del giorno.

Faceva molto freddo, 100 giorni or sono, quando la lingua del giudice Roberts e quella del presidente si congelarono sulla formula del giuramento e milioni di persone trattennero il respiro.
Si chiedevano che cosa avesse mai fatto l’America eleggendo questo Barack Hussein Obama, di colpo spaventati da tanta audacia. Ora fa caldo, a Washington, e si può respirare. “E’ cominciata la ricostruzione, l’America si è alzata dalla polvere”, come ha detto lui ieri. Obama non ha cambiato il mondo, ha cambiato il vento che dall’America soffia sul mondo.
Dal 20 gennaio governa gli Stati Uniti un uomo tranquillo.
Un non fanatico, come abbiamo visto ieri sera nella sua conferenza stampa per i “primi 100 giorni”, che non vuole salvare l’universo del “bene contro il male”, ma avviare la ricostruzione dalle rovine che ha ereditato. […]