Il “bluff” della lotta all’assenteismo del ministro Brunetta. Un ‘inchiesta dell’Espresso

Pubblicato il 14 Settembre 2009 10:36 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2009 10:36

Il ministro Brunetta è in testa a tutti i sondaggi sul gradimento del Governo, la sua battaglia contro assenteismo e ritardi della pubblica amministrazione gli valgono l’apprezzamento generale. Tuttavia l’Espresso di questa settimana, attraverso un’inchiesta documentata e la verifica dei dati esibiti dal ministro, scopre che i miracolosi risultati raggiunti sarebbero un bluff, frutto della pubblicazione di statistiche perlomeno disinvolte.

La cura Brunetta aveva provocato un incoraggiante 40% in meno di assenze a settembre dello scorso anno: i dati attuali dimostrano che il “travet” ha molta meno paura delle ritorsioni ministeriali. In modo graduale, ma inesorabile la percentuale è calata: meno 41 a novembre, meno 33 ad aprile, meno 27 a giugno, per finire con il meno 17 di luglio. A Napoli, in quest’ultimo mese4, la quota di assenteisti si è impennata fino al 30% , nonostante la diminuzione contestuale dei dipendenti. E al Nord la situazione è la stessa.

Inoltre: i dati forniti dal ministero sono parziali e riguardano la fetta di pubblica amministrazione “virtuosa” scelta per confermare la tesi precostituita tagliata su misura per lanciare l’effetto Brunetta. La diminuzione dell’assenteismo è precedente all’insediamento del ministro, è una tendenza già nota nel 2004 di cui l’attuale ministro si sarebbe “appropriato indebitamente”.

Una postilla dei documenti presentati dal ministero è emblematica: nelle analisi mensili non rientrano scuola, università, regioni e pubblica sicurezza. Cioè un bel pezzo d’apparato statale.