Il G8 in Abruzzo offende gli italiani e spaventa gli ospiti

Pubblicato il 29 Aprile 2009 15:07 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2009 15:27

Passano i giorni e l’idea  di tenere la runione del G8 all’Aquila appare sempre più sbagliata, anche dal punto di vista del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che a quella parata di capi di Stato annette una fondamentale importanza.

Berlusconi, con un lampo di genio dei suoi, ha deciso di trasferire all’Aquila, in Abruzzo, in piena zona terremotata, la riunione, che si sarebbe dovuta tenere in Sardegna, all’isola della Maddalena. C’erano valide ragioni anche di ordine pubblico a consigliare l’isola.  Poi sono  venute anche ragioni opposte per non andarci: i lavori erano in ritardo, il terremoto era stato gestito da Berlusconi in modo magistrale dal punto di vista dell’immgine sua e del governo.Abbastanza naturale insistere su quel filone.

Perplessità sono state manifestate da più parti, ma Berlusconi ha forzato la situazione, andando sulla strada legislativa e del decreto.

Si delinea così una situazione due volte sbagliata: sotto il profilo della dignità nazionale e sotto quello della sicurezza.

Ma come può pensare Berlusconi che gli abruzzesi, e gli italiani in genere, si sentano orgogliosi di essere esibiti come animali del circo, con la loro miseria, con la loro dignitosa povertà?

Hanno già avuto un assaggio con la visita del Papa e molti si sono irritati parecchio.

E come faranno i capi di stato a trasferirsi dalle loro basi, a Roma o in  Abruzzo, alla tendopoli in montagna?

Auto e elicotteri si trasformeranno in bersagli da tiro a segno.

Se uno pensa alle misure di sicurezza del G8 di Genova, se uno pensa a Bagdad, ha un’idea di quant0 potrà costare l’operazione. Altro che, come dice il capo della sicurezza civile Bertolaso, risparmiare: i risparmi vengono da un’aritmetica della serie : il capo ha sempre ragione.

Ma Berlusconi ci deve pensare. Finora non ha sbagliato un colpo e gli italiani si fidano dell’immagine che lui proietta, convinti che andrà tutto bene. Ma non si vive solo di immagine. Prima o poi la gente vorrà anche tirare le somme e capire cosa è stato veramente fatto.