Il secondo infarto uccide tre volte più del primo

Pubblicato il 12 Novembre 2010 5:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2010 18:53

Un secondo infarto uccide molto piu’ del primo, tre volte tanto. Eppure la meta’ di queste morti potrebbe essere evitata con la semplice prevenzione: e’ questo il messaggio che arriva in occasione del via alla campagna ‘Il valore della vita’, promossa dai medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e dalla Fondazione Per il tuo cuore Onlus, con il supporto di AstraZeneca. Ogni anno, spiegano i cardiologi, sono 130 mila i pazienti ricoverati per un infarto: per 80 mila di loro e’ la prima volta e, se il ricovero avviene in una Unita’ coronarica, il rischio di morte e’ tra i piu’ bassi d’Europa, il 3%.

Ma sono ben 50 mila i pazienti che invece arrivano in ospedale con un secondo infarto: significa che il 60% degli italiani colpiti e sopravvissuti a un primo infarto torna in ospedale per un secondo episodio. Sono loro che rischiano di piu’, perche’ uno su cinque muore entro l’anno. ”Per questi pazienti – dicono gli esperti – il tasso di mortalita’ risulta triplicato rispetto a quello del primo infarto: 1.500 non superano il ricovero, altri 3.200 muoiono entro il primo mese, ben 5 mila non riescono a sopravvivere oltre un anno. Per un totale di 10 mila decessi, per la meta’ evitabili con cure adeguate e costanti e stili di vita salvacuore”. ”I dati – spiega Marino Scherillo, presidente Anmco – dimostrano che la riduzione dei fattori di rischio ha sostanzialmente funzionato, riducendo la probabilita’ di infarto in chi non l’ha mai avuto, e aumentando la sopravvivenza di chi e’ stato colpito. Cio’ pero’ non deve far abbassare la guardia nei confronti delle conseguenze dell’infarto nel tempo: il primo evento e’ il campanello d’allarme, che indica che il cuore non e’ piu’ in perfetta salute e richiede cure, precauzioni, attenzioni. Il secondo infarto e’ dunque un evento evitabile e il rispetto di stili di vita salva cuore e dei consigli del medico restano prioritari”.

Con l’uso di farmaci adeguati e di terapie costanti, prosegue Scherillo, ”potremmo dimezzare il pericolo di un secondo infarto e la conseguente mortalita’. Purtroppo un anno dopo l’infarto solo un paziente su due segue cure appropriate. E le donne e i pazienti con meno di 60 anni sono le categorie con il piu’ elevato tasso di abbandono delle cure perche’ ne sottovalutano l’importanza e si considerano, a torto, meno a rischio degli altri”. Per di piu’, pochi cambiano lo stile di vita: ”meno della meta’ corregge le proprie abitudini alimentari, appena uno su 10 abbandona la sigaretta, il 70% non fa esercizio fisico”.

Proprio alla sensibilizzazione punta la campagna ‘Il Valore della Vita’, con uno spot che andra’ in onda sulle principali reti TV nazionali e nei circuiti delle metropolitane e degli aeroporti, affiancato da un annuncio sui piu’ importanti quotidiani. La campagna prevede anche due iniziative speciali: la prima e’ ‘Art for heart school’, indirizzata alle scuole primarie e secondarie affinche’ i giovani ”si trasformino in ‘ambasciatori’ della prevenzione e degli stili di vita corretti nei confronti della famiglia”. La seconda iniziativa e’ la mostra fotografica ‘Art for Heart’, che sara’ promossa a Milano e Roma in concomitanza con la ‘Settimana Per il Tuo Cuore’ dal 12 al 20 febbraio.

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