Il sottosegretario agli Esteri Mantica: “Flotta pacifista, provocazione politica”

Pubblicato il 31 maggio 2010 14:44 | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2010 14:44

Alfredo Mantica

“Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni. La missione della flotta pacifista si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico”. Il sottosegretario agli Esteri Mantica liquida così l’aggressione da parte di Israele alle sei navi di aiuti umanitari per Gaza, in cui hanno perso la vita 19 attivisti. Il ministro degli Esteri, più tardi nella convulsa mattinata di lunedì, ha fatto sapere che il capo di gabinetto del ministero Pasquale Terracciano, “ha parlato con l’ambasciatore israeliano a Roma e ha chiesto spiegazioni”.

Un cittadino italiano a chi deve dar retta? A occhio, delle affermazioni di Mantica una sola è davvero condivisibile: non aveva elementi sufficienti per capire. Bastava contare fino a dieci, o contattare il suo diretto superiore, o semplicemente non farsi trovare. Se l’arte della diplomazia è quella di saper tacere in tante lingue diverse, Mantica procede in senso inverso: dice tutto nella sola lingua cui è costretto. Prima di ignorare il drammatico contesto finito in strage, Mantica mostra di ignorare le regole elementari  di chi occupa gli alti gradi della politica estera italiana.