Il virus dei supermercati

Pubblicato il 29 luglio 2010 10:02 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2010 10:02

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Nei paesi c’erano una volta il municipio, la chiesa e la farmacia. Da alcuni anni si è aggiunto il supermercato. Paesi che distano tra loro 2/3 km hanno comunque il loro supermercato, talvolta anche l’iper. I Comuni incassano gli oneri di urbanizzazione, l’ICI e la benedizione delle multinazionali della grande distribuzione. Il prete benedice spesso l’apertura. Le piccole attività di produzione locale: miele, latte, formaggi, carne eccetera falliscono. I piccoli negozi chiudono. A chi serve la distruzione del tessuto sociale delle comunità e delle piccole economie locali? Alla catastrofe con ottimismo.
“E pensare che negli USA la tendenza adesso inizia ad invertirsi, hanno già chiuso più di 200 centri commerciali; c’è troppa concorrenza, le persone prima di acquistare valutano bene ed acquistano beni di prima necessità. Che avvenga anche in Italia? Sarebbe una speranza per le piccole attività commerciali soprattutto dei paesini. Speriamo in bene.” Sabina M.

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Postato il 28 Luglio 2010 alle 23:10 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta

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