Inchiesta Bari, pusher smentisce Tarantini: “In Sardegna mezzo chilo di coca”

Pubblicato il 20 Settembre 2009 12:09 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2009 12:09
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Gianpaolo Tarantini

Mezzo chilo di cocaina, altro che i 50 – 70 grammi dichiarati alla magistratura. Il pusher che avrebbe fornito droga a Gianpaolo Tarantini ha smentito le parole dell’imprenditore barese, perno dell’inchiesta di Bari sugli intrecci tra sesso e politica, e recentemente arrestato per possesso e spaccio di stupefacenti.

Tarantini avrebbe poi portato i 500 grammi di “polvere bianca” nella lussuosa villa che affittò in Sardegna durante l’estate 2008. Sarebbe questa la falsa dichiarazione che l’imprenditore ha rilasciato alla magistratura barese durante l’interrogatorio del 27 luglio scorso.

A smentire l’imprenditore è stato uno dei suoi due presunti pusher di fiducia, indicato negli atti giudiziari con il nome “Nico”. Già tirato in ballo da Tarantini, avrebbe detto al pm inquirente, Giuseppe Scelsi, che sono false le dichiarazioni dell’imprenditore.

Tarantini il 27 luglio raccontò al magistrato di aver acquistato in diverse circostanze a Bari da “Nico” e da “Onofrio” e portato in Sardegna «50-70 grammi di cocaina ed un quantitativo inferiore di Md», droga sintetica che ha lo stesso effetto dell’ecstasy.

Sottolineò che la droga fu acquistata in circostanze diverse da lui, Massimiliano Verdoscia e da Alessandro Mannarini, ciascuno con proprie disponibilità finanziarie. Tutto falso – avrebbe detto il pusher Nico al pm – perchè a Tarantini furono consegnati complessivamente circa 500 grammi di sostanza stupefacente.

Verdoscia, Mannarini e Stefano Iacovelli sono indagati per diversi episodi di detenzione e spaccio di droga in concorso con Tarantini per fatti che fanno riferimento al periodo compreso tra il 12 luglio e l’11 settembre 2008.