Inchiesta di Bari/ Arrestati Massimiliano Verdoscia e Stefano Iacovelli, i presunti pusher di Tarantini

Pubblicato il 7 Agosto 2009 19:23 | Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2009 19:23
tarantini

Gianpaolo Tarantini

La Guardia di Finanza ha arrestato Massimiliano Verdoscia e Stefano Iacovelli, in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal gip del di Bari, Vito Fanizzi, su richiesta del Pubblico Ministero Giuseppe Scelsi. Gli elementi che hanno portato all’arresto dei due, accusati di essere i presunti “pusher” di Gianpalo Tarantini, sono emersi da intercettazioni telefoniche e ambientali e da interviste a persone informate sui fatti.

Massimiliano Verdoscia, trentanove anni, barese, imprenditore, a lungo socio in affari di Gianpaolo Tarantini, è accusato – si legge dal Corriere –  di essersi reso «responsabile di condotte atte a detenere, custodire, cedere gratuitamente e offrire, in occasione di diverse feste e di “riunioni mondane” tenutesi all’interno di ville private o di noti locali cittadini o pugliesi, alle quali partecipava anche Tarantini, cocaina e altre sostanze psicotrope».

Per il secondo arrestato, Stefano Iacovelli, le  indagini delineano un ruolo di vero e proprio pusher. La cessione di droga da parte di Tarantini aveva la finalità di «intrattenere piacevolmente» ospiti importanti, agevolando in tal modo le proprie entrature nel mondo della politica e della Pubblica Amministrazione.