Influenza A/ Il boomerang Tamiflu: se preso come prevenzione apre la strada ad un virus più forte

Pubblicato il 5 Agosto 2009 13:59 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2009 14:17

Tra notizie più o meno allarmati che riguardano l’influenza A, un pericolo serio c’è e deriva dall’assunzione sconsiderata del Tamiflu della Roche, un farmaco che finora si è dimostrato in molti casi efficace per annientare il virus H1N1 ma che, se viene assunto in dosi massicce per “prevenzione”, rende l’effetto degli antivirali praticamente nullo.

La conseguenza è un effetto contrario a quello sperato: se non si è contratto il virus H1N1 ma per “prevenzione” si assume Tamiflu, ci si rende molto più vulnerabili agli attacchi del virus stesso.

Molta gente soprattutto quella che si mette in viaggio dagli Stati Uniti al Messico, assume questo farmaco in dosi massicce e di continuo, anche senza prescrizione, per tutelarsi dal contagio dell’influenza A. Una pratica che, oltre ad essere inutile, diventa addirittura dannosa.

L’Organizzazione panamericana per la sanità, infatti, ha scoperto che in molte di queste persone che hanno assunto di continuo Tamiflu per “prevenzione”, si è in realtà sviluppato un virus H1N1 in qualche modo “evoluto”, ovvero molto resistente al Tamiflu stesso e a tutti i principali antivirali oggi in commercio. L’unico ad essere ancora utile contro questo ceppo di virus è il Relenza, prodotto dalla GlaxoSmithKline.

Il fenomeno deve far riflettere su un utilizzo sconsiderato del Tamiflu che da potente antivirale si potrebbe trasformare in un’arma impropria a favore del virus stesso. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, lancia l’allarme: «Attenzione, perchè usando troppo e male gli antivirali, magari con un impiego fai da te, rischiamo di ritrovarci quando servirà, con un’arma spuntata. Questi farmaci – aggiunge il virologo – sono ancora più sensibili degli antibiotici al problema della resistenza. Bisogna centellinarli».