Influenza A: psicosi planetaria e vaccinazione di massa. Chi ci guadagna?

Pubblicato il 11 Settembre 2009 18:52 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2009 18:52

influenzaChi ha paura dell’influenza A? Tutti o quasi, almeno a giudicare dalla psicosi che si è diffusa negli ultimi giorni nel nostro Paese e non solo.

Un’ondata di panico che ha prodotto imprevedibili effetti collaterali. Prima di tutto la guerra al bacio. Un conflitto planetario, con punte di parossismo: via le effusioni dai licei nostrani come il Newton, ma anche dalle Soap Opera messicane e dagli stadi tedeschi dove in caso di gol della propria squadra i tifosi sono stati caldamente invitati a festeggiare evitando contatti coi vicini di posto.

E niente baci, ovviamente, neppure alla teca di San Gennaro che è uno che i miracoli dovrebbe farli e invece viene ridotto a un ricettacolo di trasmissione del virus.

Sempre a Napoli, la psicosi ha paralizzato la città: autobus “sporchi” e autisti che si rifiutano di lavorare per la paura dei contagi.

L’epidemia,  però, c’è sicuramente. Lo dicono i numeri e lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui l’allerta è a livello 5, ovvero pandemia. I decessi per la nuova influenza, all’undici settembre, sono 3.205 di cui quasi 2500 in nel continente Americano.

Hanno paura anche in Cina dove il ministero della Sanità ha lanciato l’allarme: nei prossimi mesi decine di milioni di cinesi rischiano di contrarre il virus e le vittime saranno inevitabili. In un paese con quasi un miliardo e mezzo di abitanti, dieci milioni sono comunque tanti ma, non tanti di più di quelli che ogni anno passano qualche giorno a letto per l’influenza di stagione. Non solo: per ora a Pechino se la sono cavata egregiamente, 7000 casi accertati e, per fortuna, nessuna vittima. Un indice del fatto che, a livello percentuale, l’influenza A non è poi così letale.

I numeri, infatti, dicono anche che  la h1n1 è solo influenza, e nemmeno delle più pericolose. Uccide, in media, meno dei classici virus stagionali (8000 morti l’anno solo in Italia, senza che nessuno si spaventi più di tanto), ma  colpirà molte più persone, e in termini assoluti il numero complessivo delle vittime sarà  più alto.

Così arrivano i vaccini. Che servono, beninteso, soprattutto per le categorie a rischio. Il ministero della Salute ne ha pubblicato l’elenco: si va dagli asmatici ai cardiopatici passando per soggetti con problemi renali e diabetici.

Prima di tutto, ad essere vaccinati, saranno, però, le persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa. Ovvero: personale sanitario e socio-sanitario, agenti delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile, al personale delle amministrazioni, enti e società che assicurino i servizi pubblici essenziali. Alla fine la prevenzione di massa riguarderà il 40% degli italiani.

Intanto, il beneficio dei vaccini c’è soprattutto per chi li produce e li vende. Il ministero della salute, solo per la prevenzione della influenza A ha stanziato 400 milioni. Che finiranno nelle tasche di qualcuno.  E quest’anno le case farmaceutiche raddoppiano. Per le “categorie a rischio” è consigliata la doppia vaccinazione, quella per l’influenza stagionale e quella per la h1n1.

«In base alla disponibilità di vaccino pandemico – spiega il Ministero della Salute – nel corso della campagna vaccinale potranno essere inserite nel programma anche altre categorie di soggetti». Basta chiedere alle case farmaceutiche,  pagare, e il Ministero sarà accontentato.