Internet: le regole per le Web Tv, via libera con una tassa d’ingresso

Pubblicato il 25 Novembre 2010 20:42 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2010 20:51

Il mondo delle web tv non può cantare vittoria, ma tirare un sospiro di sollievo, questo sì. L’Agcom ha varato le regole per le emettenti su Internet, che sono meno rigide rispetto alle ipotesi iniziali. Nessuna autorizzazione, l’esclusione dalla regolamentazione sotto un tetto di ricavi e un contributo una tantum inferiore rispetto alle bozze di partenza: questi i punti centrali del provvedimento, che ha trovato l’opposizione di due commissari. Via libera, come ampiamente atteso, anche al regolamento per la gara per le frequenze del digitale terrestre, mentre e’ slittata la discussione sulla tutela del diritto d’autore su Internet.

Una discussione accesa ha animato il Consiglio dell’Autorità, chiamato ad approvare la disciplina attuativa del decreto Romani sui servizi media audiovisivi. I regolamenti, che riguardano le emittenti con palinsesto e quelle on demand, si applicheranno solo ai soggetti con ricavi superiori a 100mila euro annui. Non è prevista alcuna autorizzazione, ma gli operatori dovranno comunque comunicare l’apertura di un’attività, avvalendosi del silenzio-assenso. Nessun canone annuale, ma un contributo una tantum di 500 euro per i servizi tv e di 250 euro per quelli radiofonici.

I commissari di opposizione Nicola D’Angelo e Michele Lauria hanno votato contro il provvedimento, pur apprezzandone i miglioramenti. Dubbi sono sorti sull’opportunità di estendere ad Internet un impianto normativo tipico delle tv tradizionali che prevede – ad esempio – responsabilita’ editoriale, obbligo di rettifica e tenuta del registro dei programmi. Perplessità sono state sollevate anche sulla disciplina – ritenuta troppo vaga – prevista per gli aggregatori di video, come YouTube, che sono esclusi, a meno che non abbiano una reponsabilita’ editoriale e non facciano concorrenza alla tv. C’è da attendersi che anche in Rete non mancheranno le proteste.

L’associazione dei Radicali, Agorà digitale, minaccia di disobbedire alla normativa, mentre il senatore del Pd Vincenzo Vita chiede di ascoltare il presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò, in Parlamento. Ed è slittata (non al prossimo consiglio del 9 dicembre, ma probabilmente a quello del 17 dicembre) la discussione sul contestato regolamento per la tutela del diritto d’autore sul web. I commissari avrebbero deciso di prendere in attenta considerazione le regole europee per tentare di ripianare le divergenze. Tra i punti critici: l’obbligo di comunicare all’Autorità i dati sul traffico, l’oscuramento dei siti senza passare attraverso l’autorità giudiziaria e il blocco delle porte IP utilizzate per lo scambio di file coperti da copyright.

E’ passato, invece, con il voto contrario di Sebastiano Sortino, Nicola D’Angelo e Michele Lauria, il regolamento per la gara per i cinque multiplex per la trasmissione in digitale terrestre. Il testo, che ha ricevuto il parere favorevole della Commissione europea sulle modifiche apportate a seguito del via libera all’ingresso di Sky, sarà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e trasmesso al governo, che dovrà varare il disciplinare. Si stabilisce che Sky partecipi nel gruppo dei nuovi entranti, dove sono in palio tre reti. Rai, Mediaset e Telecom, già presenti sul digitale, potranno invece gareggiare a parte per le altre due reti. Bruxelles ha fatto sapere che si riserva di verificare il rispetto dei criteri di apertura, trasparenza e non discriminazione nel prosieguo della gara.