Iran/ Consiglio Guardiani respinge anullamento elezioni richiesto da Mousavi, gli Ayatollah vietano i funerali di Neda

Pubblicato il 23 Giugno 2009 7:30 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2009 12:48

Il Consiglio dei Guardiani, l’organo di controllo delle elezioni in Iran, ha respinto l’annullamento delle elezioni presidenziali del 12 giugno richiesto dai candidati sconfitti, a quanto riferisce l’Agi. Lo rende noto martedi  la tv di Stato che cita il portavoce dei Guardiani, Abbas Kadkhodaei: “Non ci sono state – ha affermato il portavoce – irregolarità rilevanti”.

Le elezioni hanno confermato alla presidenza Mahmoud Ahmadinejad, ma il suo principale contendente, il riformista Mir Hossein Mousavi, ha denunciato brogli e irregolarità chiedendo l’annullamento della consultazione.

Le proteste seguite alla rielezione di Ahmadinejad hanno messo Teheran a ferro e fuoco, con migliaia di manifestanti scesi in piazza. La repressione della polizia e del Basiji, la ”polizia morale” ha causato un numero ancora indefinito di morti e centinaia di feriti.

Ieri l’opposizione iraniana ha nuovamente sfidato le minacce dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, tornando in piazza a Teheran. Un migliaio di persone si sono ritrovate attorno alla piazza Haft-e-Tir, poche ore dopo che i Pasdaran si erano detti pronti a fermare “con metodi rivoluzionari” i “rivoltosi” e “quanti violano la legge”.

L’agenzia Fars ha dato notizia dell’arresto per spionaggio di cinque cittadini europei – due francesi, due tedeschi e un britannico – fermati sabato durante le manifestazioni a Teheran a sostegno di Mousavi. I Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito di essere pronti a reprimere con “fermezza” le proteste e hanno denunciato “un complotto contro la rivoluzione“.

“In questo momento delicato, i Guardiani si confronteranno con fermezza e metodi rivoluzionari con i dimostranti”, si legge nel comunicato pubblicato sul sito web dei Pasdaran.  Poi il monito ai Paesi occidentali: “Mettiamo in guardia le potenze arroganti affinchè evitino di interferire negli affari interni dell’Iran e sostenere i rivoltosi'”.

Intanto il governo iraniano ha ammesso le irregolarità nel voto, ma al tempo stesso ha fatto sapere che “nulla cambia” nel conteggio finale che attribuisce la vittoria ad Ahmadinejad. Il Consiglio dei guardiani ha ammesso che in cinquanta città il numero dei voti raccolti è maggiore del numero dei votanti.

“Le statistiche fornite dai candidati dimostrano che in alcune città piu’ del 100% degli aventi diritto al voto ha espresso la propria preferenza”, ha spiegato il portavoce del Consiglio, per il quale, sebbene il fenomeno coinvolga oltre tre milioni di persone, non avrebbe falsato il risultato delle elezioni.

Gli ex-candidati dell’opposizione, Mehdi Karroubi e Mousavi, hanno convocato nuove proteste “nel nome dei martiri e di Neda”, la ragazza uccisa a fucilate in piazza ritratta in un video che ha fatto il giro del mondo.

“Neda è stata sepolta al cimitero Behest Zahra”, ma “le autorita’ hanno vietato i funerali”, affermano i blogger. Su Facebook Mousavi ha detto che è “un diritto”, quello di “denunciare le bugie e le frodi elettorali”. Le persone arrestate dalla polizia iraniana sabato a Teheran sono 457.

Faezeh Rafsanjani, figlia dell’ex presidente Akbar Hashemi, è stata rilasciata nella polizia, ma non si sa nulla della sorte del giornalista di Newsweek Maziar Bahari, di origine canadese, arrestato domenica.

Mentre dal resto del mondo arrivano critiche e preoccupazione per le violenze e la mancanza di libertà di espressione, è ormai certo che l’Iran non parteciperà alla riunione ministeriale del G8 che si terrà a Trieste dal 25 al 27 giugno: “A tre giorni dalla conferenza non ho ancora una risposta: devo ritenere che l’Iran abbia declinato l’invito”, ha detto lunedi sera il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini.