Iran/ La ricercatrice Clotilde Reiss liberata e affidata alla ambasciata francese a Teheran da dove aspetterà il processo. Il successo della strategia Sarkozy che ha coinvolto anche la Siria

Pubblicato il 17 Agosto 2009 9:45 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2009 10:05

Con la liberazione di Clotilde Reiss il Presidente francese Nicolas Sarkozy incassa una vittoria importante per una vicenda giudicata priorità nazionale e sbrogliata con una strategia meticolosa, rapida e soprattutto efficace. Difficile non pensare ai 4 mesi impiegati dalla diplomazia italiana per liberare i nostri marinai sequestrati in Somalia dai pirati, finiti in una cappa di silenzio e oblio che la dice lunga invece sulle nostre di priorità nazionali.

L’incubo sembra per ora finito per Clotilde Reiss, la ricercatrice francese arrestata a Teheran con l’accusa di spionaggio: si trova all’ambasciata di Francia, sta bene, ha già sentito il presidente Nicolas Sarkozy che le ha fatto i complimenti per la dignità e il coraggio con cui ha affrontato la situazione.

Tecnicamente Clotilde è sotto custodia giudiziaria iraniana, ma la cauzione pagata dal governo francese – niente somme esorbitanti assicura il ministro degli esteri Kouchner – l’ha sottratta al carcere iraniano, in attesa di un processo che, teoricamente, potrebbe avere un esito di condanna. Tuttavia la ragazza è ora fuori pericolo, essendo stata affidata alla potestà del suo paese.

È un successo di Sarkozy e della sua amministrazione, che avevano dato la priorità assoluta alla liberazione della connazionale. I ringraziamenti pubblici del premier francese svelano la strategia messa in atto: oltre ai paesi europei che hanno fatto pressione con Teheran, ha avuto una
menzione particolare per la Siria, uno stretto alleato dell’Iran, che nella vicenda ha evidentemente svolto un importante ruolo di mediazione.

«Ora comincia la battaglia per sua sua liberazione definitiva», ha commentato Remi Reiss, padre della ragazza, finalmente sollevato.