Iran/ Martedì pomeriggio manifestazione a Teheran: nella stessa piazza i sostenitori di Moussavi e Ahmadinejad. Arrestati due riformisti vicini all’ex presidente Khatami. Il Presidente del Parlamento Larijani critica il Ministro dell’Interno per la gestione degli scontri e le violenze sugli studenti

Pubblicato il 16 Giugno 2009 8:55 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2009 9:32

Si preannuncia incandescente la giornata a Teheran, già teatro ieri di una oceanica manifestazione contro i risultati elettorali, sfociata in violente proteste. I sostenitori di Mahmoud Ahmadinejad hanno deciso di convocare una manifestazione di sostegno al presidente rieletto esattamente dove l’opposizione ha organizzato una nuova marcia di protesta per la sconfitta di Mir Hossein Moussavi, marcia prevista per due ore più tardi. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa ufficiale Irna.

Moussavi, che ha fatto sapere che oggi non parteciperà a nessun evento pubblico, ha però rivolto una appello alla calma, chiedendo ai suoi sostenitori -si legge nel sito web della sua campagna elettorale- di «non cadere nella trappola dei tumulti di strada».

Intanto si stringe la morsa del regime attorno all’oppposizione riformista in Iran. Due noti esponenti riformisti – Saeed Hajjarian e Mohammad Ali Abtahi, considerati molto vicini all’ex presidente Mohammad Khatami- sono stati arrestati. I due, hanno reso noto i loro collaboratori, sono stati portati via dalle loro abitazioni prima dell’alba.

Altre autorità politiche però stigmatizzano l’operato delle forze dell’ordine. Il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha attaccato il ministro dell’Interno per le violenze sui civili e gli studenti universitari, durante l’oceanica manifestazione svoltasi a Teheran contro i risultati elettorali. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Irna.  «Che cosa significa attaccare gli studenti nel mezzo della notte, nei loro dormitori, e i complessi residenziali dei civili», si è chiesto Larijani dinanzi al Parlamento. «Il ministro dell’Interno è responsabile dell’accaduto e dovrà risponderne».