Iran. Purga di universitari antigovernativi, il regime teme altri disordini col nuovo anno accademico

Pubblicato il 18 Settembre 2009 13:18 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2009 14:49

Una purga di universitari antigovernativi è in atto a Teheran a causa delle preoccupazioni del regime di nuovi disordini quando gli atenei riapriranno il 23 settembre, a quanto riferisce la rivista Time. E ancor prima, venerdì, il governo dovrà affrontare una manifestazione studentesca nel giorno del Quds, che dovrebbe essere a sostegno della causa palestinese ma che potrebbe degenerare in scontri con le forze di sicurezza.

Circa la metà degli universitari vivono nelle province e, dopo essere stati rispediti a casa anticipatamente prima delle elezioni di giugno, stanno ora tornando numerosi nella capitale in occasione del nuovo anno accademico, tanto che il governo ha lasciato intendere che per evitare guai potrebbe decidere di chiudere le università per il periodo autunnale.

Per il momento, il regime sta scegliendo con cura i suoi obiettivi. Secondo il sito riformista Peykiran, il giro di vite governativo ha preso di mira le università più turbolente a Teheran, Tabriz e Shiraz, dove gli studenti non possono vivere nei dormitori, sono sottoposti a interrogatori, sospesi o espulsi.

Secondo l’agenzia di notizie studentesca Advar News, 50 studenti dell’università di Teheran – epicentro delle proteste dell’estate scorsa ed anche dei disordini che portarono alla caduta dello scià 30 anni fa – sono stati sottoposti per ore a interrogatori da commissioni disciplinari.

Le autorità sanno bene che dimostrazioni per le strade della capitale non sono affatto da escludere, tenuto conto anche del fatto che mezza dozzina di atenei si trovano lungo il viale Engelab (Rivoluzione), dove lo scorso giugno ha manifestato un milione di studenti contro la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Il quesito che si pongono gli osservatori è se le proteste studentesche possano intaccare il potere del regime.

Bruce Bueno de Mesquista, docente all’Università di New York, ritiene che l’influenza degli studenti aumenterà questo mese fino a rivaleggiare quella del leader supremo ayatollah Ali Khamenei. ”Ciò non significa che gli studenti riusciranno a rovesciare il regime”, ha dichiarato Mesquita, ”ma è indubbio che assisteremo ad un marcato aumento dell’attività di studenti e dissidenti unitamente a rinnovati sforzi di Khamenei ed altri conservatori per trovare soluzioni pragmatiche dirette ad andare incontro alle loro richieste”.