La Corea del Nord continua a sfidare il mondo intero/ Lanciati altri due missili, altri sono pronti per l’Independence Day americano

Pubblicato il 2 Luglio 2009 13:16 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2009 14:12

In una nuova sfida al mondo intero, la Corea del Nord ha lanciato giovedì altri due missili, sembra a corto raggio, dalla sua costa orientale, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap e da responsabili militari di Seul.

Il primo vettore è stato fatto esplodere alle 17.20 locali (le 10.20 in Italia) e un altro alle 18.00 da Sinsang-ni, base sulla costa orientale vicino alla città di Wonsan.

Intanto il quotidiano sudcoreano Joong Ang, citando fonti dell’intelligence sudcoreana, preannuncia che il regime di Pyongyang sarebbe pronto ad effettuare nei prossimi giorni, probabilmente intorno al quattro luglio, in corrispondenza della festa dell’Indipendenza americana, il lancio di una raffica di test di missili balistici.

I missili a corto raggio di tipo Scud e a medio raggio di tipo Rodong verrebbero lanciati da due diversi siti sulla costa orientale. Il mese scorso, Pyongyang aveva bandito la navigazione al largo della costa orientale fino al dieci luglio per esercitazioni militari.

Il 25 maggio scorso la Corea del Nord ha fatto esplodere la sua seconda bomba atomica in un test nucleare sotterraneo in una zona del nord est del Paese in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, attirandosi l’immediata condanna del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha definito l’esperimento ”una minaccia per la stabilità regionale”.

Il test nucleare del 25 maggio è stato il secondo in tre anni. Nel corso del 2009 la Corea del Nord ha accresciuto la propria aggressività, lanciando, sempre per prova, un missile capace di colpire il Giappone e ritirandosi da tutti i tavoli negoziali per un controllo della proliferazione nucleare.

Il programma nucleare di Pyongyang rappresenta una sfida diretta all’amministrazione Obama, che si era detta disposta, al suo insediamento, a compiere progressi nei negoziati riguardo a tale programma.

A maggio il regime aveva annunciato che avrebbe riaperto la fabbrica di Yongbyon per produrre maggiori quantità di uranio arricchito, usato per la costruzione di ordigni nucleari.

Il 30 maggio la Corea del Nord ha minacciato di effettuare il lancio di un missile balistico intercontinale con una gittata di 5 mila km e quindi capace di raggiungere le Hawaii o l’Alaska.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha inasprito le sanzioni contro il regime di Pyongyang, ma senza risultato. Per tutta risposta la Corea del Nord ha detto che potrebbe utilizzare armi nucleari contro chi minaccia la sovranità del Paese. Un editoriale pubblicato sul giornale di Stato Minju Joson ha parlato di una “spietata offensiva” contro le nuove sanzioni internazionali decise dopo dopo l’ultimo test nucleare”.

“La nostra forza di dissuasione nucleare – ha minacciato il giornale – costituirà un potente mezzo di difesa e un potente mezzo per compiere una spietata offensiva contro coloro che osano attentare alla dignità o alla sovranità del Paese”.

Pyongyang, tramite l’agenzia di stampa Kcna, ha affermato l’8 giugno, che considera ”le sanzioni come una dichiarazione di guerra” e che ” prenderà equivalenti contromisure di autodifesa”.