La Francia dopo 43 anni rientra nel comando integrato Nato

Pubblicato il 11 Marzo 2009 18:50 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2009 18:50

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha deciso che il suo Paese potrà rientrare a pieno titolo nel comando integrato della Nato.

«La Francia – ha spiegato Sarkozy – non può restare ferma in un mondo che è radicalmente cambiato. Il nostro Paese non è più minacciato da invasioni militari, forse per la prima volta nella sua storia. Altre minacce si sono materializzate, il terrorismo, la proliferazione delle armi». Oggi la Francia vuole «una diplomazia forte», vuole «alleati forti e sicuri» e «il nostro primo alleato sono le democrazie occidentali».

Una decisione questa che viene accolta con grande favore negli ambienti dell’alleanza atlantica: un portavoce dell’organizzazione, James Appathurai, ha detto che questo rappresenterebbe una tripla vittoria: per la Francia stessa, per la Nato e per l’Unione europea.

Non solo: l’annuncio del ritorno al suo «posto pieno» nel comando integrato secondo Appathurai «sarà accolto con grande favore da tutta la Nato». «La decisione è al 100% della Francia – ha aggiunto – e questa scelta porta vento nelle vele della Difesa europea».

La Francia nel 1949 era stata tra i Paesi fondatori dell’alleanza atlantica. Nel 1966, però, il generale Charles De Gaulle informò gli Stati Uniti che la nazione si sarebbe ritirata dalle strutture del comando integrato.

Il riavvicinamento inizia nel 1995, in occasione della crisi della Jugoslavia, quando la Francia nomina un proprio rappresentante nel Comitato militare, partecipando poi alle operazioni in Kosovo e in Afghanistan.

Ora la decisione di un rientro a pieno titolo: la Francia, che non è mai uscita del tutto dall’Alleanza atlantica – è il quarto paese per contributi al suo bilancio e il quinto per numero delle truppe impegnate.