LA PIENA DEL PO/ IL GRANDE FIUME NON E’ MORTO E FA PAURA

Pubblicato il 1 Maggio 2009 9:30 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2009 10:29

Il Po è vivo e fa paura. Allarme “codice 1”  in Emilia e in Lombardia per la piena del fiume, che superato i livelli di guardia di alcuni metri, porta giù milioni di metri cubi d’acqua e ha già passato le provincie di Piacenza (dove giovedì è crollato un ponte) e Cremona, con una portata superiore agli 8mila metri cubi al secondo. Il direttore della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, ha dichiarato  lo stato di allarme a Reggio Emilia, Parma, Modena e Ferrara.  Lo stesso ha fatto ilsuo collega lombardo.

La piena è passata sulla riviera parmense nella serata del 30 aprile, è attesa nella tarda mattinata di venerdi 1 maggio alla stazione di Boretto nel reggiano, con un livello presunto di 7  metri mentre  il passaggio della piena nel territorio ferrarese è previsto nel pomeriggio di sabato 2.

 Per le popolazioni che vivono sulla riva del grande fiume sono ore di incubo.
Secondo l’Osservatorio Geofisico Universitario di Modena era dal 1960 che non pioveva  per 53 giorni sui 120 dei primi quattro mesi dell’anno. Inoltre, secondo il direttore del Consorzio di Burana Gianni Chiarelli, “si sta verificando un fatto straordinario, purtroppo in negativo: una concomitanza tra la piena di Po e la piena interna di bonifica che aggrava enormemente la situazione. Le zone di pianura della bassa modenese e del bondenese sono un vero e proprio catino perimetrato da 3 fiumi, Po, Secchia e Panaro. Fiumi che sono eccezionalmente tutti e tre in piena e che rendono difficoltoso al “catino Burana-Volano” di trovare una via di scarico”.

 Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, all’Aquila per l’emergenza terremoto, si è messo subito in contatto con il prefetto e il presidente della Provincia di Piacenza, per capire la dinamica dell’incidente che ha provocato il cedimento del ponte sul Po.

 Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani su richiesta delle Province interessate ha intanto inviato oggi al Governo la richiesta di stato di emergenza nazionale per i danni causati dal maltempo nel territorio della provincia di Piacenza nel periodo 26-29 aprile e nelle province costiere di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini colpite da violente mareggiate nei giorni 26 e 27 aprile.Il colmo dell’onda di piena del Po, che a mezzanotte del 30 aprile ha raggiunto Piacenza, con un livello di 7.6 metri, dal tardo pomeriggio di oggi interesserà i territori rivieraschi parmensi e successivamente nella tarda mattinata di venerdi 1 maggio la stazione di Boretto nel reggiano con un livello presunto di 7.30 metri; il passaggio della piena è atteso nel territorio ferrarese nel pomeriggio di sabato 2 maggio.