Libia, anche il capo dei pirati somali Afweyne alle celebrazioni in onore di Gheddafi

Pubblicato il 1 Settembre 2009 9:55 | Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2009 9:55

Tra gli invitati alle celebrazioni del quarantesimo anniversario del colpo di stato che ha messo Gheddafi a capo della Libia c’è anche un pirata. Non si tratta, però, di un filibustiere qualsiasi, ma di Mohammed Abdi Hassan Hayr, ritenuto il fondatore e capo della pirateria somala.

Hassan Hayr, detto «Afweyne» (bocca larga), per l’avidità con cui ingoia i riscatti pagati per le navi sequestrate, è analfabeta ma, chi lo conosce bene afferma che è «un genio».

La base del “capo dei pirati” è ad Harardhere, 600 chilometri a nord della capitale, e la sua ciurma è nota, tra le altre “imprese”, per aver catturato lo scorso settembre il cargo ucraino «Faina» con a bordo 33 carri armati diretti al Sudan.

Bocca larga, poi, avrebbe tutta una serie di fiduciari che curano i suoi “affari” in giro per il mondo: negli Emirati Arabi ci pensa il cugino Yolah mentre in India se ne occupa un certo Abdirahaman.

Le attività di «ordinaria pirateria», invece, sono di pertinenza del figlio Abdulkadir. In questo momento nelle mani dei pirati agli ordini di Hassan Hayr c’è ancora l’«Ariana», un cargo maltese con equipaggio ucraino. A bordo due donne: una, incinta, avrebbe abortito e sarebbe in condizioni gravissime. Afweyne, per il rilascio, pretende 5 milioni di dollari.

Bocca Larga, noto anche come «il presidente dei pirati» userebbe i canali del petrolio per riciclare il denaro dei sequestri. Da qui la sua presenza in Libia  e il colloquio riservato avuto con Gheddafi.

Il leader libico,  ad ogni modo, non ha mai nascosto la sua simpatia per pirati e durante l’ultimo summit dell’Unione Africana ad Addis Abeba li ha difesi a spada tratta: «È brava gente con una missione: combattere la pesca illegale nelle acque del proprio Paese».