Manovra, Corte Costituzionale boccia il ricorso Pd ma bacchetta il governo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2019 19:58 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2019 21:16
Manovra, Corte Costituzionale boccia ricorso Pd ma ammonisce governo

Manovra, Corte Costituzionale: “Inammissibile il ricorso del Pd” (Foto archivio Ansa)

ROMA – La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra finanziaria. I giudici il 10 gennaio hanno stabilito che la richiesta del Pd sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato non è ammissibile, ma ricorda al governo che si è trattata di una “accelerazione anomala”. Il ricorso dunque è respinto, ma il monito della Corte Costituzionale è chiaro: “Per le leggi future queste modalità devono essere abbandonate”.

Il Pd sosteneva che la “grave compressione” dei tempi di discussione del disegno di legge, che, secondo i ricorrenti, avrebbe “svuotato di significato” l’esame della Commissione Bilancio e “impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione”.

Ma i giudici lo hanno respinto, spiegando che i “singoli parlamentari” sono “legittimati” a sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale “in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro”, ma nell’iter della manovra finanziaria la Corte Costituzionale non ha riscontrato “nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento”.  

I giudici hanno spiegato che “la contrazione dei lavori per l’approvazione del bilancio 2019 è stata determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori hanno concorso a un’anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei”.

Per questi motivi, concludono, “resta fermo che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità”. Un monito al governo gialloverde che Andrea Marcucci, capogruppo del Pd a Palazzo Madama, ha così commentato: “E’ stata un’anomala accelerazione dei lavori, secondo la Corte Costituzionale. La maggioranza M5s-Lega non potrà piu calpestare il Parlamento, come ha fatto con l’ultima legge di bilancio. La parte finale del pronunciamento della Consulta sul nostro ricorso e’ un monito senza precedenti al comportamento del governo”.

Marcucci ha poi concluso: “Il Pd continuerà a difendere le prerogative del Parlamento dagli attacchi di questa maggioranza anche perché grazie al nostro ricorso, d’ora in avanti anche il singolo parlamentare avrà la facoltà di sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte”.