Mario Draghi (Banca d’Italia) avverte i Governi: dovete continuare a mettere soldi nei vostri sistemi economici. La crisi non è ancora finita, altro che exit strategy

Pubblicato il 27 Giugno 2009 18:30 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2009 19:16

Parlando a Basilea, il governtore della Banca d’Italia Mario Draghi ha detto che non è ancora il momento di “una exit strategy dalle politiche di incentivi e di aiuti all’economia messi in campo dai governi per combattere la crisi, ma bisogna «discuterne per essere preparati». Tradotto in volgare: i governi devono anora pompare tanti soldi, perché la crisi non è ancora finita.
 “Quando sarà il momento, le strategie di uscita dalla crisi dovranno essere coordinate”. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha tenuto una conferenza stampa a Basilea in qualita’ di presidente del Financial stability board, durante la quale ha anche invitato politici e autorita’ a proseguire senza indugi lungo la strada della costruzione di una migliore regolamentazione dei mercati finanziari internazionali.

“Non e’ ancora il momento di fermarsi”, ha detto Mario Draghi. Sarà possibile una exit strategy saranno soddisfatte due condizioni: una ripresa sostenuta e un sistema bancario di nuovo in salute. Per ora non è così: i mercati mostrano ancora una certa fragilità, la ristrutturazione degli attivi bancari “non e’ completata” e i canali di credito devono essere ulteriormente rafforzati. 

Draghi ha riconosciuto che  “molto e’ stato fatto” per rassicurare i mercati che non ci sara’ un altro crack come quello di Lehman Brothers. Entro il 2009, ha annunciato il presidente dell’Fsb, il comitato di Basilea presentera’ una sua proposta integrata per rafforzare la capitalizzazione e la liquidita’ degli istituti di credito.

Il governatore ha fortemente insistito sulla necessita’ di non procedere in ordine sparso. “Obiettivo primario”, ha osservato, è raggiungere una convergenza tra le regole contabili esistenti in Usa, Unione europea e Giappone. Ma altrettanto cruciale sara’ una “rilevante” regolamentazione delle agenzie di rating e che sugli hedge funds le diverse giurisdizioni non intervengano “ciascuna per proprio conto”. Con una precisazione: “La nuova regolamentazione non deve trasformarsi in un motivo per la rinazionalizzazione del mercato dei capitali”.

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