Melania Rea, Rizzoli visita Parolisi in carcere: “E’ sofferente”

Pubblicato il 10 Marzo 2012 0:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2012 23:32

ROMA, 9 MAR – Salvatore Parolisi, accusato dell' omicidio della moglie Melania Rea, e' un ''uomo sofferente che subisce la detenzione come un'ingiustizia. Un uomo che ha l' ossessione di non aver potuto vedere la figlia''. Lo ha detto Melania Rizzoli, medico e parlamentare Pdl, intervistata questa sera da 'Quarto grado', la tramissione di Retequattro, in cui – riferisce un comunicato – ha raccontato l'incontro avuto con Parolisi nel carcere dove e' detenuto.

"Ho incontrato Parolisi a gennaio nel carcere di Teramo, dove mi trovavo per una visita ispettiva. Ho trovato un uomo con una grande sofferenza interiore e – ha affermato la parlamentare – quasi con una disattenzione verso la propria persona e la propria situazione. Le sue parole, in venti minuti di colloquio, sono state rivolte esclusivamente verso la figlia Vittoria. La sua ossessione e' non aver potuto vedere la figlia, quando era stata portata al carcere di Teramo per una visita al padre: prima di entrare la piccola, accompagnata da un'assistente sociale, si è messa a piangere e la visita è stata annullata. Parolisi, da allora, è entrato in uno stato depressivo e anche aggressivo, per il quale il direttore del carcere lo ha tolto dall'isolamento e lo ha messo in una cella con un altro detenuto''.

''Non mi ha parlato della moglie. Ho cercato – ha aggiunto Rizzoli – di portarlo su altri temi, ma lui tornava solo sulla figlia. E diceva: Questa bambina ha perso sua madre che è morta e ha perso anche suo padre che è rinchiuso qui dentro. Come vuole che stia? Che sorrida, che sia serena? E' logico che pianga''. Tuttavia – ha proseguito – ''mi è sembrato un uomo che non si perde d'animo: va in palestra, cerca di reagire e far valere i propri diritti. In particolare quello di vedere la figlia''. "Ho avuto la sensazione di un uomo che – ha concluso – si sia trovato in una tragedia inattesa. Non si aspettava nemmeno di finire in prigione. Parolisi subisce la detenzione come un'ingiustizia nei suoi confronti e sembra abbia voglia di rivendicare le sue posizioni e le sue convinzioni".