Michael Jackson/ Il figlio più piccolo di Jacko, Blanket, è stato partorito da un’infermiera messicana che prestò il suo utero

Pubblicato il 12 Agosto 2009 21:30 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2009 21:30

Il piccolo Blanket accompagnato dalla sorella maggiore Paris

Mentre si rincorrono notizie e smentite su chi sia il vero padre dei figli di Michael Jackson, dai tabloid britannici arriva una nuova rivelazione sulla nascita del piccolo Blanket: il terzogenito del Re del pop, nato nel 2002, sarebbe stato partorito da un’infermiera messicana di nome Helena, che avrebbe messo a disposizione il proprio utero per portare avanti la gravidanza del terzo e ultimo erede dell’artista.

Blanket, che in realtà si chiama Prince Michael Jackson II, è nato il 21 febbraio del 2002 nello Sharp Grossmont Hospital di La Mesa, vicino San Diego nel sud della California.

Ora il piccolo di casa Jackson potrebbe andare alla ricerca della sua madre naturale, una bella infermiera latina che Michael selezionò personalmente per cercare i geni giusti per il terzo e ultimo erede.

Jacko pagò Helena 20 mila dollari per avere il bambino e la inondò di regali, benefit e le mise anche a disposizione il suo staff per soddisfare ogni sua necessità. La sua identità è stata sempre tenuta segreta tanto che sull’atto di nascita di Blanket, Michael Jackson, che donò lo sperma perché la compagna Debbie Rowe dopo aver partorito Paris aveva dei problemi ad avere altri figli, viene riconosciuto come padre ma alla voce “Nome della Madre” lo spazio è lasciato in bianco.

Un amico di Michael Jackson ha raccontato al Daily Mirror: «Michael desiderava tanto avere un altro figlio. Aveva già due figli ma voleva anche il terzo e aveva le idee ben chiare su che tipo di geni voleva per il suo ultimo erede».

Tanto che sin dal 2001 Jacko, di accordo con il dottor Lila Schmidt aveva iniziato a “selezionare” le possibili madri, passandone in rassegna un nutrito numero, guardando foto, profili, storia familiare e esperienze. Alla fine la sua scelta era ricaduta sulla giovane infermiera che l’aveva colpito, dicono gli amici, per il suo fascino e per la sua intelligenza.