Berlusconi/ Mike Bongiorno e le promesse di Silvio. Ci voleva Fazio! E il premier alza la cornetta

Pubblicato il 4 Maggio 2009 12:33 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2009 13:26

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha chiamato il conduttore Mike Bongiorno, in seguito alla sua apparizione domenica sera da Fazio e all’accorato appello: «Chiamami, chiamami sono qua, perché non mi chiami?».

Da “Che tempo che fa” su Rai3, Mike Bongiorno, rivolge un appello al premier, chiamato a lungo in causa durante l’intervista per l’interruzione “senza preavviso” del rapporto di lavoro tra lo storico conduttore e Mediaset, a quanto si apprende dall’Agi.

Bongiorno, che a fine maggio compirà 85 anni, ha ripercorso tutta la vicenda della rottura con Mediaset. «Berlusconi mi aveva detto: “Mike, staremo insieme tutta la vita; ti faccio un contratto a vita” e io risposi no, basta la parola. Cosa è successo poi, che a Natale non è arrivato il rinnovo del contratto? E adesso chi ha in mano il gruppo è Piersilvio».

«Non è arrivato niente, ho chiamato un funzionario – racconta il conduttore a Fazio – e mi ha detto: “Non abbiamo soldi e non rinnoviamo il contratto”. Ma pensa te… parlare di soldi, io tanto lavoro, non ho bisogno di quello».

«Sono rimasto così male che tu non hai idea – si lamenta Bongiorno –  non mi hanno preavvisato, non mi hanno chiamato, anche per dare un saluto, dire grazie per i trent’anni che hai fatto qui con noi. Sono spariti tutti, completamente. Ho sofferto molto, non è possibile lavorare 30 anni con un gruppo e poi di colpo sei fuori e nessuno ti preavvisa o ti dice grazie».

«Ho chiamato il ‘gran patron’ Silvio Berlusconi – prosegue Bongiorno amareggiato – da novembre sono passati più di 5 mesi e non mi ha mai chiamato, ho lasciato messaggi, non mi ha mai chiamato. A questo punto sono molto triste perché dico: cosa ho fatto? ho fatto qualcosa di brutto, non so cosa ho combinato, non è possibile dopo 30-35 anni che uno lavora in un gruppo di colpo sei fuori e nessuno manco ti saluta e ti stringe la mano».

«E colui con cui ho fondato questa cosa, che ho chiamato parecchie volte, non mi richiama. Ho cercato di fargli gli auguri a Natale la segretaria di ha detto che c’è una lunga lista di attesa, la chiameremo quando è il suo turno».

«È un dispiacere grande grande – ha ripetuto in finale – Mi auguro un giorno di ricevere una telefonata perché è un dolore».