Mode/ Tokyo sedotta dalle shopping bags di carta griffate. Per chi non si può più permettere Louis Vuitton, ma si vuole consolare nel ricordo dei “bei tempi”

Pubblicato il 18 Agosto 2009 20:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2009 20:42

In una città un tempo conosciuta come la capitale asiatica dei maniaci dello shopping, gli eccessi del consumismo oggi non solo sono diventati demodè, ma sono addirittura oggetto di ridicolo. Lo sostiene il New York Times, in un articolo dedicato alla nuova moda cheap che imperversa a Tokyo: quella delle shopping bags di carta. Pratiche, economiche e – naturalmente – griffate.

Da Prada a Louis Vuitton, le grandi firme fanno bella mostra tra le dita delle adolescenti giapponesi, che – non potendosi più permettere abiti e accessori di alta moda a causa della recessione – ripiegano sulle borse di carta. La moda, in realtà, non è nuova: nei primi anni ’80 le teenager dagli occhi a mandorla avevano l’abitudine di trasportare libri di scuola e tute da ginnastica in shopping bags di design. Ma quello che cambiava, allora, era il significato del gesto e dell’oggetto: un tempo status-symbol (che certificava la loro familiarità con le boutique d’alta moda), oggi è diventato una sorta di nostalgico ricordo dei “bei tempi”, o quantomeno dell’occasione in cui si è comprato un certo abito o un determinato paio di scarpe.

Il fenomeno, per essere più precisi, è nato in parte dal tramonto dell’era delle eco-bags, le borse ecologiche che testimoniavano – almeno nelle intenzioni – un vero interesse per l’ambiente e che oggi hanno perso il loro smalto. Se non ci si vanta più di riciclare e differenziare i rifiuti, con le paper bags si possono differenziare quantomeno gli effetti personali.

Una particolarità delle donne giapponesi, infatti, è quella di dividere gli oggetti di uso comune tra “preziosi” e non e di trasportarli in diversi contenitori. Così, se per chiavi, cellulari e portafogli, le borse tradizionali (soprattutto di piccole dimensioni) non si mettono in discussione, per le bottigliette d’acqua, il cibo, i fazzoletti, le sigarette o il make-up le shopping bags di carta vanno ora per la maggiore. Tanto da costituire ormai un vero e proprio mercato: su internet, una Louis Vuitton grande di carta viene battuta all’asta per circa 2 mila yen, mentre per una Cecil McBee ne bastano 800.

Forse può sorprendere che, nonostante la recessione, gli armadi di Tokyo continuino a essere pieni di accessori (se non più di scarpe Prada, quantomeno delle borse del negozio), ma la filosofia di fondo qui sembra essere: se non ti puoi permettere di fare shopping, quantomeno consolati nel ricordo.